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Oceania flop al box office USA: il live-action Disney incassa solo 43 milioni

Il live-action di Oceania debutta negli Stati Uniti con 43 milioni di dollari, tra i peggiori esordi Disney. A fronte di un budget da 250 milioni, lo studio rischia una perdita pesante.
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Il debutto statunitense del live-action di Oceania si è rivelato tra i più deludenti nella storia recente dei remake Disney. Il film, arrivato nelle sale nordamericane lo scorso weekend, ha incassato 43 milioni di dollari da 3.827 schermi, un risultato ben al di sotto delle proiezioni interne dello studio, che puntava a un esordio compreso tra 60 e 65 milioni di dollari.

A livello globale la pellicola ha raccolto 95 milioni di dollari, contro i 140 milioni attesi alla vigilia. Numeri pesanti se rapportati al budget produttivo, fissato a 250 milioni di dollari, a cui si aggiunge una spesa promozionale stimata in altri 120 milioni.

Critica fredda, pubblico più clemente

Rotten Tomatoes ha dato al film un modesto 35% di recensioni positive. Il pubblico si è mostrato più indulgente ed è certo che anche in Italia potrebbe esserci una tendenza positiva.

Diretto da Thomas Kail (Hamilton) e interpretato da Catherine Laga'aia nei panni della protagonista e Dwayne Johnson in quelli del semidio Maui, il live-action arriva a distanza di appena venti mesi da Oceania 2, il sequel animato uscito nel novembre 2024 e capace di superare il miliardo di dollari di incassi globali. Un ritorno così ravvicinato, secondo diversi analisti del settore, non ha lasciato al pubblico il tempo di sentire la mancanza del personaggio.

"Il pubblico voleva Oceania 3, non un remake dell'originale", ha osservato Jeff Bock, analista di Exhibitor Relations.

Sulla stessa linea Shawn Robbins, direttore analisi di Fandango e fondatore di Box Office Theory, che ha indicato nel tempismo la causa principale dell'insuccesso: "Nel nostro settore tutto è una questione di tempismo", ha dichiarato a Hollywood Reporter.

Il risultato accosta Oceania al film di Biancaneve, il remake con Rachel Zegler che nel 2025 aveva debuttato con 42 milioni di dollari salvo poi far perdere allo studio circa 170 milioni di dollari nel corso della sua corsa nelle sale. Un precedente simile, seppure meno grave, riguarda Dumbo, fermatosi nel 2019 a 45,9 milioni di dollari di apertura. Vedremo se anche in Italia la tendenza sarà confermata.

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