Dopo De Sica, la tv ‘censura’ anche il film di Verdone: il caso delle scene spinte in “Io e mia sorella”
Larga parte degli spettatori non si sarà accorta di nulla. D’altronde “Io e mia sorella” non è il film più popolare di Carlo Verdone, tanto che la messa in onda su Rete4 nella seconda serata di mercoledì è avvenuta a diversi anni di distanza dall’ultima volta. Per intenderci, non stiamo parlando di “Borotalco”, “Un sacco bello” o “Bianco, rosso e verdone”.
I fan dell’attore romano, però, con lo sguardo decisamente più attento e una memoria più allenata, non hanno potuto non notare alcuni tagli che hanno riguardato la pellicola del 1987.
Le scene censurate del film di Verdone
“Io e mia sorella”, va detto, è una delle fatiche più intime e malinconiche di Verdone. A tratti autobiografico, il film è dedicato alla madre scomparsa, con i personaggi principali che mantengono aderenza con la realtà, dal momento che i due fratelli si chiamano Carlo e Silvia (vero nome della sorella del regista).
I momenti comici, pertanto, non sono diffusissimi, eppure quelli che fanno capolino qua e là sono a dir poco esilaranti. Peccato solo che qualcuno abbia deciso di sforbiciare le scene in questione. A mancare all’appello sono pochi secondi, tuttavia fondamentali nella costruzione della risata, che Verdone porta a compimento attraverso le solite dinamiche di sguardi, smorfie, gesti e battute che, venendo meno, svuotano l’impalcatura delle gag.
A sparire, ad esempio, è stato il lungo approccio che Verdone adotta al ristorante con la responsabile dell’orfanotrofio ungherese dove si trova il nipote, che la sorella gli chiede di rapire. Il riferimento è ad un ‘piedino’ messo in atto sotto al tavolo che provoca l’imbarazzo e l’eccitazione della donna, a cui Verdone replica con facce da seduttore prima di cadere con la sedia all’indietro. Nella versione trasmessa da Rete 4 compare esclusivamente questo epilogo, con la cancellazione dell’intera fase preliminare, così come quando all’interno della struttura, nel pieno del rapporto sessuale, Verdone – esausto, sudato e con un asciugamano in testa – chiede una sosta perché sono giunti già alla sesta replica. Piccoli dettagli, che in realtà sarebbero risultati utili a comprendere meglio i personaggi, come la stessa responsabile dell’istituto – interpretata da Mariangela Giordano – vera ninfomane invaghita di Carlo.
Il caso del film di Christian De Sica
La censura a “Io e mia sorella” si verifica nell’estate in cui ha tenuto banco un caso simile, legato – ironia della sorte – al cognato di Verdone, Christian De Sica. Il film ‘incriminato’ era stato “Simpatici e Antipatici”, rimandato da Cine 34 (sempre rete Mediaset) e privato di parecchi tormentoni che ne hanno azzoppato il mordente.
"La nostra non era censura”, aveva spiegato al Corriere il produttore Pietro Valsecchi. “Pensando al dvd e alla tv che avrebbe potuto trasmetterlo a ogni ora, abbiamo tolto le battute più volgari. I tagli erano stati fatti in accordo con il regista ma possiamo proporre a Mediaset anche la versione integrale".
Tornando a “Io e mia sorella”, va precisato ad onor di cronaca che pure Sky Cinema in passato aveva programmato il lavoro in modalità accorciata, mentre il film – prodotto da Cecchi Gori – non subì mai modifiche all’epoca degli innumerevoli passaggi su Tmc, quando il canale apparteneva proprio all’imprenditore toscano.