Festival di Sanremo 2022
14 Gennaio 2022
21:41

Sanremo 2022 farà quasi a meno delle parolacce, solo 6 nei 25 brani in gara

Un festival “puritano”. Nonostante la presenza sul palco di artisti emergenti della musica italiana, da Mahmoood e Blanco passando per Rkomi e Achille Lauro, il linguaggio sul palco quest’anno sarà moderato.
A cura di Giulia Turco
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Festival di Sanremo 2022

Sanremo 2022 farà a meno (o quasi) delle parolacce. Mentre vengono ascoltati dalla stampa in anteprima i 25 brani in gara al Festival, c'è chi fa notare che i testi di quest'anno sono in linea di massima piuttosto "puritani". Secondo l'Adnkronos infatti sarebbero soltanto sei le "brutte parole" che compaiono nella vastità dei testi presentati. Nonostante la presenza sul palco di artisti emergenti della musica italiana, da Mahmoood e Blanco passando per Rkomi e Achille Lauro, il linguaggio sul palco quest'anno sarà moderato.

Le parolacce nei testi di Sanremo 2022

Certo, Achille Lauro non si risparmierà qualche ‘Fanc*lo‘ nel testo della sua Harlem Gospel Choir – Domenica, che in vero stile lauriamo richiama “città peccaminose, donne pericolose” e l’amore che è “un’overdose”. Ci sarà poi Noemi che si auto definirà "quella st*onza che non cambierà per te" nel testo di "Ti amo non te lo so dire", mentre scrive il diario di un amore perduto per via delle distanze. "Siamo sante o pu**ane" si chiede Emma nel suo brano, “Ogni volta è così”, che rende omaggio alle donne del rock italiano, a partire da Loredana Berté, mentre "scusa se poi mando tutto a pu**ane", hanno scritto Mahmood e Blanco nel loro esordio a due sulle note di "Brividi". Infine Dargen D'Amico con "Dove si balla" canterà un'esortante "fo**itene e balla per restare a galla" nel testo di e la Rappresentante di Lista che congederà tutti con i suoi "Ciao ciao" che invita a fare "con le mani, con i piedi, con la testa, con il petto, con il cuore, con gli occhi" e persino sì, "con il c*lo",

La mancata censura ai Maneskin nel 2021

L’ultima versione del Festival d’altronde è stata vinta dai Maneskin e dalla sfrontatezza dei loro 20 anni che con una nota rock hanno portato l’esordio di quella che si sarebbe rivelata una rivoluzione di lì a poco tempo. Mentre per salire sul palco di Rotterdam e partecipare agli Eurovision la band romana ha dovuto censurare le parolacce contenute nella loro “Zitti e buoni”, non è stato lo stesso del palco di Sanremo dove, per altro, i ragazzi avevano esultato con un turpiloquio di parole poco gradite ad alcuni. “Ama ma stanno dicendo un sacco di parolacce”, aveva detto divertito e basito Fiorello.

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