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Premi David di Donatello 2026

Matilda De Angelis e Lino Musella attaccano “fascisti” e “impoverimento culturale” dal palco dei David

Matilda De Angelis e Lino Musella vincono i David 2026 e usano il palco per parlare di fascisti, impoverimento culturale e Palestina. In diretta su Rai 1.
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Che potesse essere una serata complicata per la Rai s'era capito. S'annusava nell'aria. Io sono come le bestie, sento il tempo che vieneripete ossessivamente il Benito Mussolini di Luca Marinelli. Ed infatti – tolto l'absolute cinema di Annalisa in apertura – basta il primo premio della serata, miglior attrice non protagonista, per capirlo.

Matilda De Angelis: "Stiamo vivendo un impoverimento culturale"

Ritira la statuetta Matilda De Angelis per Fuori di Mario Martone. Film su Goliarda Sapienza, scrittrice ignorata in vita, interpretata da Valeria Golino. E da qui l'attacco dell'attrice: "In vita è stata ostacolata. Dei grandi artisti ci accorgiamo solo quando sono morti, quando appartengono al passato e al futuro e non al presente, e non possono dare fastidio e non possono farci niente."

Da lì il passo verso il presente è diretto. "In questo momento il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale importante. Mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un'intera categoria per ricordarci che il cinema esiste." Poi la frase più netta: "Non capisco perché ci siamo lasciati abbrutire e addomesticare". Al ministro Giuli, ma non soltanto a lui, devono essere fischiate le orecchie.

Il cinema, chiude De Angelis, deve tornare onesto, limpido, sociale e politico. "L'amore in questo momento è un atto politico e sociale." Un manifesto.

Musella: "Il cinema fa paura agli autocrati e ai fascisti"

Poi arriva Lino Musella. L'attore napoletano vince il David come miglior attore non protagonista, alla sua seconda candidatura, per Nonostante di Valerio Mastandrea. Ringrazia il collega – "è tutta colpa tua" – e Bellocchio. Dedica il premio alla Global Sumud Flotilla (!!!). Poi dice, senza giri di parole: "Non smetterò mai di dire: Palestina libera."

Cita Robert De Niro. Quindi formula la tesi, semplice e precisa: il cinema, come il teatro, la musica, la poesia, può essere una minaccia contro gli autocrati e i fascisti.

Parole e momenti che faranno sicuramente tremare qualche seggiola ai piani alti dell'ei fu Viale Mazzini. Oggi i piani alti stanno in via Severo. Vedremo se ci saranno conseguenze, reazioni da quella che un tempo veniva considerata TeleMeloni.

Una cosa è certa: deve essere stata una serata dura da gestire per Flavio Insinna. Se l'è passata meglio Bianca Balti che sembrava passare lì per caso. 

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