Caso politico all’Eurovision 2026: il capo della tv moldava si dimette per i voti bassi a Romania e Ucraina

L'Eurovision Song Contest 2026 si trasforma in un caso diplomatico. Il direttore generale di Teleradio Moldova (l'emittente pubblica moldava), Vlad Turcanu, ha annunciato le sue dimissioni dopo le polemiche scaturite dai voti assegnati dalla giuria nazionale durante la finale della kermesse. Come riportato dalla testata romena Digi24, il manager ha comunicato la sua decisione nelle scorse ore, durante una conferenza stampa convocata d'urgenza.
Lo "zero" all'Ucraina e il voto basso alla Romania
A scatenare la reazione del manager e l'imbarazzo del governo di Chișinău sono stati i punteggi distribuiti dai sette giurati moldavi nel corso della finale dell'Eurosivion. La giuria ha infatti deciso di assegnare il punteggio massimo (12 punti) alla Polonia e 10 punti a Israele. Una scelta che ha quasi totalmente azzerato i due Paesi storicamente e politicamente più vicini alla Moldavia: alla Romania sono andati appena 3 punti, mentre all'Ucraina è stato riservato uno zero in classifica.
Le scuse pubbliche: "Gesto grave, la giuria non ha avuto sensibilità"
Il direttore generale si è assunto la piena responsabilità dell'accaduto, definendo il comportamento della giuria come un atto di insensibilità geopolitica intollerabile, soprattutto alla luce del delicato contesto internazionale. "Il voto espresso è una nostra responsabilità e, in primis, mia in qualità di capo dell'istituzione", ha spiegato Turcanu. E ancora: "Ho evitato di dare indicazioni ai giurati, ma quello che è successo è un fatto insolito e grave: la giuria non ha tenuto conto delle sensibilità che esistono tra la Repubblica di Moldova e i nostri due vicini". Il passo indietro del capo della tv di Stato sembra dunque una mossa formale per evitare ripercussioni nei rapporti con i Paesi alleati:
Con le mie dimissioni voglio trasmettere un segnale chiaro: i rapporti di fratellanza che la Moldavia ha con la Romania, così come la nostra gratitudine per l'Ucraina e per il suo sacrificio quotidiano, restano inalterati. Il nostro atteggiamento verso l'Ucraina non è da zero punti, e il nostro sentimento per la Romania non può che essere d'amore.