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Elisa ricorda i 25 anni dalla sua vittoria a Sanremo: “Ancora oggi la più premiata nella storia del festival”

A 25 anni esatti dalla vittoria con “Luce”, Elisa ricorda il successo clamoroso del 2001. Un post che si si intreccia con il dibattito sulle voci di una possibile direzione artistica di Elisa a Sanremo alla direzione artistica, prima che arrivasse l’investitura di Stefano De Martino.
A cura di Andrea Parrella
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Il 3 marzo 2001 Elisa vinceva Sanremo con Luce (Tramonti a nord est). Venticinque anni dopo, ha scelto di ricordarlo con un post che è molto più di una celebrazione: è un pezzo di storia del Festival che torna a parlare al presente, vista la circolazione del nome dell'artista tra le candidate potenziali alla direzione artistica di Sanremo.

Le parole dell'artista a 25 anni dal successo

Le parole di Elisa in accompagnamento al post ricordano proprio quanto accadeva 25 anni fa esatti, nel Sanremo condotto da Raffaella Carrà: "Il 3 marzo del 2001, 25 anni fa, vincevo il Festival di Sanremo con la mia “Luce (Tramonti a nord est)”! Dopo due album in inglese, il brano ha segnato il mio debutto in italiano: nato con il titolo “Come Speak to Me”, l'ho poi tradotto e adattato insieme a @ZuccheroSugar, diventando “Luce”, la canzone vincitrice del cinquantunesimo Festival di Sanremo". Elisa prosegue così: "Era la mia prima volta in italiano e la canzone che avevo scritto parlava di una storia vissuta sulla mia pelle. “Luce” è ancora oggi la canzone più premiata nella storia del Festival con sei riconoscimenti ottenuti, tra cui il Premio della Critica Mia Martini. Grazie per tutto l’amore e l’affetto per questa canzone che per me è stata ed è ancora così importante".

Il nome di Elisa per la direzione artistica di Sanremo

Il rischio, la trasformazione linguistica, la vulnerabilità personale portata sul palco, nel post di Elisa c'è la ricetta di un'impresa che resta a suo modo memorabile. Luce non fu solo una vittoria, ma un cambio di paradigma: una cantautrice giovane, con un percorso internazionale, che sceglie l’italiano e riscrive l’idea stessa di brano sanremese. Sei premi, tra cui il Mia Martini, e una centralità artistica che ancora oggi appare difficilmente replicabile.

Ed è forse per questo che il post di Elisa si intreccia inevitabilmente con il dibattito esploso nei giorni scorsi, dopo l’investitura di Stefano De Martino come prossimo conduttore e direttore artistico. In sala stampa, nella domenica post chiusura, più di una voce aveva indicato proprio Elisa come figura spendibile per una direzione artistica diversa, anche simbolicamente: sarebbe stata una scelta femminile, mai avvenuta nella storia del Festival, fatta eccezione per Carla Vistarini nel 1997 (qui l'intervista a Fanpage).

La coincidenza temporale è potente. Da una parte la memoria di una delle pagine più alte della musica sanremese contemporanea; dall’altra la scelta di affidare ancora una volta il timone a un volto maschile della televisione generalista. Non è una questione di quote, ma di visione. Elisa rappresenta un’idea di Festival centrata sull’autorialità, sulla ricerca, su una sensibilità musicale che ha sempre attraversato generi e confini. Venticinque anni dopo, Luce continua a illuminare. E nel farlo riapre, inevitabilmente, una domanda sul futuro: quale idea di racconto vuole scegliere Sanremo per la prossima stagione?

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