
Carlo Conti è sempre stato l'uomo dell'equilibrio. Il conduttore che quando vede la polemica cambia marciapiede, che trasforma ogni potenziale scivolone in occasione di pacificazione. Il medioman della televisione italiana, capace di traghettare Sanremo in acque calme anche negli anni più tumultuosi. Per questo la scelta di Andrea Pucci come co-conduttore della serata di giovedì al Festival 2026 sorprende. Anzi, stupisce.
Non si tratta di mettere in discussione il talento comico di Pucci o il suo diritto di fare satira. Si tratta di chiedersi: davvero Conti non si è accorto di cosa rappresenta oggi questa scelta? Andrea Pucci si è annunciato su Instagram, tutto nudo e con le bianchi natiche in bella vista, e la scritta "Sanremo… sto arrivando!". Simpatico, irriverente, molto Pucci. Ma basta scavare sui social per trovare le sue stories più datate per capire che il comico non è esattamente un neutralista. Meme su Elly Schlein, battute che paragonano la leader Pd a Pippo Franco e Alvaro Vitali, contenuti che strizzano l'occhio a un pubblico di riferimento, dal mondo no-vax a quello più retrivo e omofobo (la battuta su Zorzi), con una cifra che non nasconde le proprie simpatie.
Insomma, diciamolo forte e chiaro: Andrea Pucci è di destra. E allora? Calma, il punto non è se Pucci abbia o meno il diritto di esprimersi politicamente sui social. Ce l'ha, come chiunque. Il punto è: Sanremo può permettersi un co-conduttore palesemente schierato senza diventare terreno di battaglia?
Carlo Conti ha sempre costruito la sua cifra sulla capacità di non esporsi, di tenere il Festival lontano dalle polemiche extrartistiche. Ha scelto co-conduttori popolari ma mai divisivi, ha evitato ogni scivolone che potesse trasformare l'Ariston in un ring politico. Questa volta, invece, ha scelto un nome che porta con sé un bagaglio riconoscibile. E la stampa dell'altro colore politico è già lì, pronta a caricare contro di lui.
Certo, si dirà: ma Pucci è un comico, fa satira, scherza su tutto. E soprattutto: non si parla prima di aver visto. Vero. Ma il palco di Sanremo non è un teatro di cabaret, è il palco nazionale per eccellenza. È la nostra storia. E quando scegli qualcuno che ha un profilo pubblico marcato, non stai solo scegliendo un intrattenitore: stai mandando un messaggio. Volontario o no. La domanda allora è semplice: Carlo Conti ha calcolato il rischio?
Andrea Pucci è un professionista, un volto amato da una fetta di pubblico molto ampia. Ma forse, per il palco dell'Ariston, non è abbastanza.