Malato di Hiv infetta volontariamente la compagna, condannato a due anni

A cura di A. P.
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L’uomo, condannato da un tribunale inglese, non aveva mai rivelato la sua malattia e anzi aveva smesso di prendere i farmaci per non destare sospetti.

Nonostante fosse consapevole di essere malato di Hiv dopo aver avuto un rapporto sessuale non protetto, non ha avvertito la compagna con la quale aveva intrapreso una relazione infettando anche lei. Per questo il 45enne inglese Alan Mason è stato condannato da un tribunale di Carlisle per lesioni personali aggravate nei confronti della sua ex, la 42enne Kara Wilkinson. "Ha rovinato la mia vita. Non lo perdonerò mai per quello che ha fatto" ha commentato la donna al Daily Mail, aggiungendo: "Sarebbe dovuto rimanere in prigione per almeno cinque anni. Mi ha condannato ad una vita di miseria". La signora Wilkinson, madre di tre bambini, infatti da allora ha iniziato un lungo calvario contro la malattia che l'ha portata a subire quattro attacchi di cuore, una polmonite, l'osteoporosi e la perdita di capelli.  "Non credo che avrò mai un altro rapporto perché non potrei mai fidarmi di un altro uomo e comunque mi dispiacerebbe mettere chiunque altro a rischio di prendere l'HIV a differenza di Alan" ha spiegato la donna , chiedendosi "Come si fa a fermarlo se lo farà ancora con un'altra donna quando esce?".

L'uomo aveva smesso di prendere i farmaci

Come ricostruito durante il processo a carico dell'uomo, i due avevano iniziato a vedersi nel 2010 dopo essersi conosciuti in un pub. Più tardi i due avevano iniziato anche una convivenza ma circa un anno dopo la donna aveva cominciato a sentirsi male. Nell'ottobre del 2011 infine la diagnosi di Hiv. Dopo aver avuto conferma della diagnosi, la signora Wilkinson aveva chiesto spiegazioni al compagno che finalmente le rivelò la sua malattia. "Quando tonrai a casa, dissi ad Alan quello che il medico mi aveva detto. Lui scrollò le spalle, ma il giorno dopo mi disse che aveva qualcosa di importante da dirmi" ha raccontato la 42enne , aggiungano: "Aveva persino smesso di prendere le sue medicine quando andammo a vivere insieme in modo che io non potessi avere sospetti".

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