Non sono pochi gli uomini vittime di violenza sessuale da parte di donne ma sono ancora pochissimi quelli che decidono di rivolgersi alle autorità superando quello che di fatto resta un antico tabù. È quanto ribadisce una ricerca britannica della Lancaster University Law School, guidata dalla dottoressa Siobhan Weare, e sostenuta dall'associazione Survivors Manchester, attiva nel sostegno agli uomini che hanno subito violazioni sessuali. Il progetto di ricerca ha coinvolto di 154 uomini che hanno dichiarato di essere stati costretti a penetrare una donna, rivelando che più di un quinto di loro ha subito minacce e ricatti che hanno portato all'atto sessuale.

In particolare, le motivazioni principali dietro gli abusi sono le minacce della fine di una relazione, gli avvertimenti sulla possibile diffusione di voci non vere sul conto della vittima fino ad avvertimenti su possibili denunce per violenza. Oltre il 14% però ha anche raccontato di abusi perpetrati da parte delle donne con la minaccia di armi. "Anche se la dimensione del campione è inferiore a quella tipicamente prevista dagli studi, questo deve essere considerato nel contesto di un problema che è sotto stimato per la natura stessa di questo crimine che è ancora un tabù", ha spiegato Siobhan Weare, aggiungendo: "Molti provano troppa vergogna o sono troppo sconvolti per segnalare l'accaduto".

In effetti solo due uomini hanno detto che avevano riportato la loro esperienza alla polizia e in entrambi i casi di essere stati quasi ignorati. La grande maggioranza, l‘80% di loro, non ha rivelato la propria esperienza nemmeno a familiari o amici e il 74% non ha cercato sostegno, sostenendo che gli uomini si sentono isolati e soli nel trattare questo genere di esperienze traumatiche.