Sta facendo parecchio discutere il caso della bulla di Sestri Ponente (Genova). La ragazzina di 17 anni, che nei giorni scorsi è stata filmata mentre picchiava una dodicenne ai giardini di Villa Rossi, non vuole chiedere scusa. E, anzi, si vanta di quel filmato e pretende che le venga restituito lo smartphone. Lo scrive Andrea Pasqualetto sul Corriere della Sera: ”Era fredda, impassibile, indifferente. Solo quando le hanno sequestrato il telefonino ha avuto un sussulto: ‘E adesso quando me lo ridate?’ Ma per il resto, assicura l’ispettore, ‘nessun senso di colpa, nessuna scusa, nessuna pietà. Come se tutto fosse stato normale’”.

Il cellulare è stato sequestrato insieme ai pc e i tablet di quei testimoni che, invece, di intervenire hanno preferito assistere indifferenti alla furia della bulletta. “Avevamo paura di prenderle anche noi“, si sono giustificati gli altri ragazzini, ma qualche perplessità rimane se si considera la loro superiorità numerica: ce n’erano una dozzina. Gianna (nome di fantasia assegnato alla 17enne) è indagata a piede libero dalla Procura della Repubblica per il reato di lesioni personali e diffamazione.

E poi c’è la ‘mandante’ dell’azione punitiva, la sedicenne Maria, ‘regista’ e responsabile della diffusione del video, nel quale ridacchia compiaciuta quando la brutalità sale. Le immagini le hanno viste in molti, tranne uno: il papà della vittima. ‘Non ci riesco, mi affido alla giustizia. Giustizia che sta indagando per lesioni e diffamazione. Ma a Gianna tutto questo non interessa. Lunedì l’hanno vista davanti all’istituto Rosselli, che non è la sua scuola. ‘Mi dicono che si sarebbe vantata dell’aggressione. Questo mi preoccupa molto – dice l’assessore alla cultura di Sestri, Fabrizio Gelli – perché non vorrei che qualcuno reagisse’”, riporta il Corsera.

Ma cosa è successo esattamente? Come è possibile che una ragazza di 17 anni si avventi con tanta violenza contro una bambina?

Il giorno prima del pestaggio avrebbe detto a una delle ‘grandi’ del gruppo, la sedicenne Maria, un paio di cose poco carine al termine di un diverbio: ‘A me non importa niente di te… chiudi quella bocca che hai i denti gialli’. Per Maria, una lesa maestà da vendicare e subito. Come? ‘Mi ha dato appuntamento ai giardinetti per chiarire la questione e ci sono andata – spiega Viola -. Ma lì ho trovato anche Gianna che quando mi ha visto ha iniziato a tirarsi su le maniche e ho capito che le cose si mettevano male… Mentre me le dava le chiedevo scusa per farla smettere ma non si fermava…’”.

Ma da dove deriva questa indole così vendicativa e dispotica? Andrea Pasqualetto è andato ad indagare nella vita della giovane “picchiatrice”:

Padre sparito, madre a San Patrignano, è cresciuta fra i vicoli di Sestri senza una vera casa. Una vita non facile, la sua. Affidata ai servizi sociali, è stata ospite della comunità alloggio Finestra sul Porto per ragazzi problematici. Da lì è scappata, ha girato un po’ per la città, fino a che gli zii materni hanno deciso di prendersene cura. Gianna vive con loro. Di giorno frequenta una scuola professionale di sartoria, di sera va ai giardinetti di Villa Rossi. Dove talvolta si rimbocca le maniche e sfoga i suoi disagi con una rabbia che spaventa”.