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Meloni-Trump e il bluff del G7: la spesa militare NATO e i veri costi per l’Italia

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"Siamo sempre stati amici"
"Sono stato abbandonato"
"No, non è vero".

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Se i due interlocutori non fossero il presidente USA e la Presidente del Consiglio italiana, sembrerebbe un dialogo tra due ex un po' rancorosi che però sotto sotto provano ancora qualcosa l'uno per l'altra. Invece è un dialogo rubato durante l'ultimo G7 a Evian e che smentisce il chiarimento del quale avevano parlato i diplomatici italiani, facendo intendere che c'era stato un incontro più formale.

Dobbiamo essere sinceri: Trump esce ammaccato da questo G7 dove prova a mostrare superiorità quando gli europei annunciano che manderanno le navi per sminare lo Stretto di Hormuz. Lui la guerra l'ha persa, ha fatto un accordo molto peggiore a quello di Obama per gli USA e nonostante continui a criticare Netanyahu sa che Israele risponde solo alle sue logiche securitarie e non agli USA, o almeno non più.

Per Trump questo accordo era vitale per uscire dal pantano nel quale si era ficcato fidandosi dell'ex amico Netanyahu, la stampa statunitense lo ha descritto senza mezzi termini come una sconfitta del presidente ma ora, lo sappiamo, qualcuno dovrà pagare pegno perché le elezioni si avvicinano e una vittoria è fondamentale per Trump.
Venerdì ci sarà la firma dell'accordo in un resort in svizzera di proprietà del Qatar, un memorandum che lo stesso Trump ha annunciato di voler leggere in diretta, cercando quasi un colpo di teatro che possa far dimenticare i passaggi chiave.

In questo anno e mezzo di presidenza Trump abbiamo imparato a conoscerlo e quindi la domanda è: quanto durerà questa intesa con gli europei? Ieri sera ha addirittura mangiato nella reggia di Versailles con Macron, per il quale ha avuto parole gentile e concilianti dopo averlo sbeffeggiato in passato.
Gli USA si stanno ritirando dall'Europa, il disimpegno appare irreversibile e nel vertice NATO di inizio luglio Trump batterà cassa agli europei chiedendo l'aumento della spesa militare al 5% e imponendo ancora una volta di comprare quelle armi direttamente da lui.
Insomma: la vittoria spendibile in campagna elettorale Trump la cercherà nelle nostre casse e a quel punto non basterà per Meloni dire "siamo sempre stati amici", perché quei soldi noi non li abbiamo e, nel caso ci fossero, andrebbero spesi per scuola, sanità e per la messa in sicurezza del territorio.

Perché la vera sicurezza passa da lì, non dal riarmo o dai decreti che inaspriscono le pene.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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