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Succede sempre così, con una puntualità quasi svizzera.
Quando i salari reali crollano, il potere d'acquisto del ceto medio viene divorato dall’inflazione e le liste d'attesa della sanità pubblica diventano un girone dell'inferno dantesco, la risposta dell'estrema destra europea è pronta ed è sempre la stessa: è colpa di una minoranza. Ieri erano gli ebrei o gli zingari, oggi è il migrante sul gommone. Un copione vecchio come il mondo, certo, ma riproposto oggi con la variante dello scontro di civiltà.
Forti con i deboli, deboli con i forti
Prendete i programmi di Alternative für Deutschland, del Rassemblement National, della Lega o di Futuro Nazionale. Noterete subito una costante quasi comica: la ferocia e l'intransigenza mostrate nei confronti dei migranti si trasformano istantaneamente in una timidezza imbarazzata non appena il discorso scivola sul grande capitale, sui giganti della finanza o sui profitti delle multinazionali. In quel momento, i leoni posti a difesa dei confini diventano i cani da guardia del grande capitale.
In Germania, AfD ha costruito la sua intera fortuna politica raccontando che il modello sociale tedesco sta crollando sotto il peso dell'accoglienza. Una favola comoda, che evita di dover spiegare agli elettori perché il partito proponga nel suo programma economico l'abolizione dell'imposta sui grandi patrimoni, la cancellazione della tassa di successione e un ulteriore taglio alle aliquote per i redditi più alti. Per AfD la ricetta è semplice: smantelliamo i sussidi per chi sta in basso, tagliamo i contributi alle aziende e lasciamo che la ricchezza accumulata in cima alla piramide rimanga rigorosamente intatta. L'importante è convincere l'operaio o l'impiegato che il suo vero rivale non è il fondo d'investimento che specula sul suo contratto, ma il rifugiato che chiede accoglienza.
Andiamo in Francia: il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella recita da anni la parte del sindacato dei "dimenticati". Peccato che, alla prova dei fatti, la cura proposta per le disuguaglianze sia un'illusione ottica. I grandissimi patrimoni e i profitti della finanza francese non si toccano; la redistribuzione si fa, semmai, togliendo ai poveri stranieri per dare briciole ai poveri nazionali. La solita guerra tra poveri, codificata in norme di legge e venduta come riscatto sociale. Quando poi si parla di tassare gli extraprofitti o di intervenire sulle speculazioni energetiche, la grande svolta "popolare" si scioglie come neve al sole per lasciare spazio alla solita ricetta di tagli fiscali alle imprese, sperando che prima o poi qualcosa arrivi anche ai più poveri.
In Italia: la Flat Tax e il lavoro sempre più povero
Veniamo in Italia, dove la Lega ha fatto della propaganda anti-immigrazione una costante e un alibi permanente. Tra porti chiusi, blocchi navali e attacchi alle ONG, il contributo concreto per la classe media si è tradotto nell'ennesima proposta di flat tax, una misura che premia i redditi elevati e devasta la progressività fiscale, oltre ai numerosi condoni in nome della "pace fiscale", che premiano solo chi le tasse non le paga.
Intanto, i salari reali italiani rimangono bloccati a trent'anni fa e la ricchezza si concentra in poche mani. Ma guai a parlarne: molto meglio distrarre gli elettori con un borseggiatore straniero o l'arrivo di cinquanta persone in un porto italiano.
Le responsabilità della sinistra
Tutto questo non esenta la sinistra dalle sue responsabilità: dopo la caduta del Muro di Berlino, la sinistra ha cambiato la sua natura abbandonando il suo popolo per diventare la rappresentanza politica del capitalismo globale. Clinton e Blair hanno segnato la strada, i Veltroni o i Renzi di turno l'hanno proseguita, aumentando il risentimento nei loro confronti da parte di quello che una volta era il loro blocco sociale.
La sinistra è tale se rappresenta i poveri senza vergognarsene. Oggi la patrimoniale sembra una misura radicale, quasi eversiva, mentre sembra quasi normale che i neonazisti siano maggioranza nell'Alta Sassonia.
Migranti come distrazione di massa
Per la destra, costruire un nemico esterno serve a offrire al ceto medio impoverito una valvola di sfogo a costo zero. Chiedere conto alla grande industria, alla finanza o alle Big Tech di come viene distribuita la ricchezza richiederebbe il coraggio di mettere in discussione le regole del gioco. Molto più comodo indirizzare la rabbia popolare verso chi non ha voce, strumenti o rappresentanza per difendersi. L'estrema destra europea offre un nemico comodissimo alla piazza, garantendo al contempo ai soliti noti che nulla, nel loro portafoglio, cambierà davvero.
Voglio fare qualche domanda a chi confida in Vannacci, Salvini o Meloni: se domani dovessero sparire tutti i migranti, davvero stareste meglio? Il vostro stipendio aumenterebbe? Le liste d'attesa per le visite mediche scenderebbero?
Io non credo.
Oggi Scanner parte da qui.