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"Non siamo in guerra ma non siamo nemmeno in pace". Queste sono le parole del cancelliere tedesco Merz dopo la diffusione della notizia che gli attacchi all'aeroporto di Lipsia di un mese fa sono stati compiuti dalla Russia. Secondo il Ministro dell'Interno tedesco ci sono solide basi per questa accusa che cambia lo stato di allerta europeo: non che fosse una novità, visto che le accuse di attacchi ibridi e di tentativi di destabilizzazione da parte della Russia negli ultimi anni sono arrivate dai tre Paesi baltici, dalla Romania, dalla Polonia e dalla Moldavia. Anche quando droni non identificati volavano su Bruxelles e Copenaghen si è parlato di operazioni russe; nel primo caso, oltre ad essere la capitale del Belgio, si tratta della sede delle istituzioni europee e soprattutto della NATO.
Il confine EST e le continue tensioni
E proprio queste due organizzazioni sovranazionali in queste ore stanno parlando di un clima sempre più teso e della necessità di farsi trovare pronti ad una guerra. Di sicuro non è una novità: Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia hanno una sempre maggiore trazione dell'Europa politica e militare con posizioni fortemente antirusse. D'altronde il Baltico è il fronte più sensibile tra Russia ed Europa, con migliaia di chilometri di confine di Estonia e Lettonia direttamente con la Russia, ancor più della Lituania e della Polonia con la Bielorussia, con l'aggiunta della presenza di Kaliningrad, un'enclave russa che si affaccia su quel mare. Insomma, il settore militare guarda lì e tra gli attori impegnati c'è anche l'Italia: appena un anno fa dei caccia italiani hanno intercettato dei MiG russi nello spazio aereo NATO, notizia poi smentita dalla Russia che parlava di un volo verso Kaliningrad nel rispetto delle regole internazionali.
Le elezioni italiane e quelle negli altri Paesi
Ieri il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha lanciato un allarme: "la Russia potrebbe tentare di influenzare le prossime elezioni in Italia", ha dichiarato a margine della riunione informale dei ministri degli esteri dell'UE. Il pensiero è andato subito a Vannacci e al suo Futuro Nazionale, già in passato criticato per le sue posizioni su Putin e la Russia e definito appena poche ore prima "Cavallo di Troia" dell'influenza russa in Italia dal Financial Times. Tajani è stato cauto su Vannacci, ma il riferimento all'ex generale era chiaro per gli addetti ai lavori; una dinamica che potrebbe ricalcare quanto avvenuto in Romania, dove l'ex diplomatico Călin Georgescu è partito da outsider ed è arrivato in testa al primo turno delle presidenziali, in seguito annullate prima del ballottaggio perché Georgescu sarebbe stato favorito da una rete russa che gli avrebbe garantito ingenti somme di denaro e una diffusione importante sui social, in particolare su TikTok. Il programma di Georgescu è basato sulla famiglia tradizionale e sul sovranismo.
Francia e Germania: prestiti russi e spionaggio in parlamento
Esattamente come quello di AfD, il partito post-nazista tedesco che nel prossimo weekend potrebbe vincere le elezioni in Sassonia e che è stato accusato di essere al servizio dei russi al Bundestag dopo che alcuni parlamentari avevano presentato decine di interrogazioni sulla difesa nazionale e sulle infrastrutture strategiche, tanto da allarmare i servizi segreti di Berlino. Per tornare a quello che è accaduto a Lipsia ad inizio agosto, il 6 giugno 2025 sono state presentate interrogazioni al governo tedesco sull'equipaggiamento dell'esercito, sull'operatività dei droni e sulle strategie di risposta a droni ostili. A leggerle oggi si uniscono i punti con molta più facilità; intanto però i post-nazisti di AfD potrebbero avere la maggioranza assoluta in Sassonia nei prossimi giorni e in tutto il Paese sono il primo partito nei sondaggi.
In Francia Le Pen è accusata da tempo di avere rapporti con la Russia e di aver ricevuto un prestito da una banca russa dopo aver dichiarato che la Crimea appartiene alla Russia ed essere stata in visita nella penisola prima del referendum sull'annessione. Una rete fitta, quindi, che in passato ha visto la Lega alleata di Russia Unita, il partito di Putin. Proprio ieri il segretario Salvini ha definito allarmistiche le parole di Tajani.
Quello che è chiaro è che la tensione sta aumentando e che l'internazionale nera ha amici oltre quella che una volta veniva definita la cortina di ferro.