Segui Scanner.
La rassegna stampa per capire il mondo, ogni mattina.

Giorgia Meloni, dopo la strage di Cutro, aveva promesso di dare la caccia ai trafficanti di esseri umani su tutto il globo terracqueo. Era il 2023. Esattamente due anni dopo, nel gennaio 2025, l'Italia e il governo Meloni hanno avuto la possibilità di consegnare alla Corte Penale Internazionale uno dei più grandi trafficanti di esseri umani, un criminale internazionale.
La vicenda Almasri
Quel criminale si chiama Osama Almasri e aveva un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità: torture, stupri, omicidi. Questo è il curriculum criminale di Almasri e, nonostante questo, il governo italiano, facendo il gioco delle tre carte, lo ha prima fatto scarcerare e poi rimpatriato con un volo di Stato.
Quella vicenda ha creato ovviamente polemiche politiche, ma sta andando avanti perché in Italia c'è qualcuno che chiede giustizia: Lam Magok, un uomo torturato proprio da Almasri che aveva sperato nella consegna del criminale libico alla Corte Penale Internazionale per poter finalmente ottenere giustizia. Invece la mossa del governo Meloni gliel'ha negata e oggi chiede allo Stato italiano un risarcimento.
Gli accordi con la Libia
L'Italia con la Libia ha un accordo siglato nel febbraio 2017 che prevede il finanziamento a quella che viene definita Guardia costiera, ma che è un insieme di trafficanti e criminali che gestiscono proprio il traffico di esseri umani e che noi paghiamo per fermare quelle stesse imbarcazioni che loro mettono in mare. L'accordo è stato siglato dal governo Gentiloni, con all'epoca Marco Minniti ministro dell'Interno. Per evitare di essere chiamata in causa presso la Corte Penale Internazionale in correità per quei crimini di cui Almasri viene accusato, l'Italia ha preferito rimandare indietro il criminale.
Questa puntata speciale di Scanner racconta tutta la vicenda, grazie anche ai contributi di Mario Di Vito, cronista politico de il manifesto, Alice Basiglini, vicepresidente di Baobab Experience, e dell'avvocato Francesco Romeo.