Le manifestazioni di piazza organizzate del MoVimento 5 Stelle per protestare contro il Rosatellum bis, la nuova legge elettorale appena approvata alla Camera e che ora passa all’esame del Senato, non finiscono oggi. Gli esponenti del M5s annunciano nuove mobilitazioni prima al Senato, quando il testo della legge elettorale verrà discusso a Palazzo Madama, e poi – in caso di voto favorevole dell’Aula – anche al Quirinale per convincere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non firmare il Rosatellum bis.

“Il corso della storia – dice Luigi Di Maio in piazza davanti a Montecitorio – non si ferma con una legge. Andatevi a riposare perché vi dovete preparare per portare la protesta la prossima settimana in Senato”. Il candidato premier del M5s ha inoltre annunciato manifestazioni davanti al Quirinale per chiedere a Mattarella di non firmare la legge. “La percezione degli italiani è chiara, provano a fermarci ma il consenso per il M5s aumenta”, continua Di Maio.

Secondo il candidato premier del MoVimento quello di stasera è stato “solo il primo round”: “Hanno scelto prima la poltrona e poi la democrazia, hanno fatto a pezzi la democrazia. Noi al Senato ci saremo. Ora la palla passa ai senatori”. Secondo Di Maio, ora “si parla di mettere la fiducia anche a Palazzo Madama: i partiti uniti contro di noi li ringrazio perché ci stanno facendo la campagna elettorale”.

Tra M5s e Pd, intanto, è guerra sui numeri dei cosiddetti franchi tiratori, coloro che hanno votato contro la legge alla Camera, schierandosi in maniera opposta rispetto al loro gruppo parlamentare. Secondo il Pd sono stati circa 30-35, considerando che alcuni deputati erano in missione, altri assenti e altri ancora avevano annunciato di votare diversamente dal loro partito. Di Maio sostiene che i franchi tiratori siano stati 66, facendo riferimento ai 441 voti che ci si aspettavano contro i 375 arrivati in Aula col voto segreto. “Stanno a pezzi – attacca Di Maio – Potranno avere la maggioranza qui dentro ma noi abbiamo la maggioranza degli italiani onesti”.

Dopo la votazione dell’Aula tutti i leader del M5s sono saliti sul palco allestito in piazza Montecitorio: Di Battista, Fico, Toninelli. Non è invece arrivato alla manifestazione Beppe Grillo, atteso in piazza in serata, per motivi personali. “Sono tranquillissimo perché una legge elettorale non potrà mai fermare il cambiamento nel Paese – ha dichiarato Fico -. Questo non è un colpo al Movimento 5 Stelle ma ai cittadini italiani”.