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Ztl, Assoturismo contro il ticket per le auto elettriche: “Il Campidoglio prende in giro chi ha investito”

Dal 1° luglio anche le elettriche pagheranno per entrare nel centro storico di Roma. Assoturismo attacca l’amministrazione: “Così si penalizza commercio e Made in Italy”.
A cura di Francesco Esposito
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"Il problema non sono i mille o i cinquecento euro. Il problema è disattendere il proprio elettorato e prenderlo in giro". Così Angelo Di Porto, presidente di Assoturismo Confesercenti Roma e Lazio, commenta a Fanpage.it la delibera della Giunta capitolina che dal 1° luglio prossimo obbligherà anche i veicoli elettrici a pagare un ticket – a metà del costo di quello di un'auto normale – per entrare nella zona a traffico limitato del centro storico. Una parte dei commercianti che fra le vie dei rioni ha i propri negozi si sentirebbe, quindi, tradita dall'amministrazione di Roberto Gualtieri. "Se tu per anni hai sposato i diktat europei – aggiunge di Porto, incentivando l’acquisto delle auto elettriche a bassissime emissioni per entrare al centro storico, e molte persone con difficoltà economiche hanno fatto un investimento importante proprio per avere quel privilegio, tu non puoi dire uno o due anni dopo che ora dovranno pagare per entrare in centro".

Angelo Di Porto, presidente di Assoturismo Confesercenti Roma e Lazio
Angelo Di Porto, presidente di Assoturismo Confesercenti Roma e Lazio

L'obiettivo del primo cittadino e dell'assessore ai Trasporti e alla Mobilità Eugenio Patanè, come ricordato anche in una recente intervista a Fanpage.it, non è tutelare la qualità dell'aria nel centro storico, che non è una low emission zone dove bisogna limitare le emissioni inquinanti. Resta il problema del congestionamento di auto – sempre più anche elettriche -, camion e moto che intasano strade strette e attraversate da percorsi turistici pedonali. "Ma allora bisognava pensarci due anni fa – commenta il presidente di Assoturismo Roma e Lazio -, quando si consigliava di comprare le auto elettriche per entrare in centro. Un’auto elettrica costa dai 25 ai 50mila euro e anche di più. C’è gente che ha fatto debiti per acquistarla, seguendo le indicazioni politiche. E oggi gli si chiede 500 euro perché si sono fatti male i conti sul numero di auto elettriche in circolazione? In politica serve coerenza".

Sulla Metro C: "Una fermata in più non cambierà le cose"

Se ancora è presto per immaginarsi un centro pedonalizzato, la direzione presa dalla Giunta Gualtieri sembra quella di liberare il più possibile le strade patrimonio dell'umanità Unesco. Una strategia che ha bisogno di grandi interventi sul trasporto pubblico che stanno arrivando, ma che procedono con i loro tempi. "Roma non è una città che si muove su metropolitana, si muove su gomma", commenta Di Porto, poco fiducioso anche sull'impatto della futura metro C e delle sue due nuove fermate nel centro storico: Piazza Venezia e Chiesa Nuova. "Da Colosseo si guadagnano 300 metri e stiamo parlando di dieci anni. Una fermata in più non cambia la realtà dell’accesso al centro storico, che è enorme, grande quanto Milano, dove invece ci si muove con facilità tra Garibaldi, Centrale e Navigli. A Roma no. Qui, per fare commercio, serve gente che venga anche in macchina. E chi si è attrezzato per venire in macchina oggi è disincentivato o escluso da un pedaggio da 500 euro".

L'impatto sul commercio: "Gli altospendenti si muovono in auto"

Secondo Assoturismo un centro pedonalizzato non sarebbe né fattibile né auspicabile, quindi, per i negozianti. Fra le categorie per cui l'accesso alla ztl con auto elettriche resterà gratuito ci sono i residenti, artigiani con laboratorio, genitori che accompagnano figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili, car sharing. Ma, continua di Porto, "il problema è l’accesso di chi dovrebbe venire a comprare. È impensabile che si venga a fare shopping con il monopattino o con la navetta dello shopping, che peraltro a Natale ha fallito miseramente. Ve lo immaginate un altospendente, un imprenditore, uno come Briatore o chi per lui, che viene a fare shopping nel centro storico con la navetta?".

Il trasporto pubblico, quindi, non è amico del lusso che negli ultimi decenni sembrava dover contraddistinguere questa zona. "L’interdizione progressiva di qualsiasi mezzo al centro storico sta portando a una crisi commerciale che fa spavento – sottolinea il presidente delle attività del turismo di Confesercenti -. Intere vie come via Nazionale, via Frattina, il Tridente, hanno dieci, quindici negozi chiusi. Una volta per avere un locale lì servivano entrate importanti. Oggi te li tirano dietro".

Assoturismo: "In centro solo mini market"

Nel frattempo avanzano vecchi nemici del commercio di prossimità, impegnato in una battaglia in cui le amministrazioni non fornirebbero abbastanza supporto."La gente non viene più in centro, va nei centri commerciali modello americano o compra online. E chi porta indotto, chi dà lavoro, chi fa artigianato di qualità, viene massacrato da questa politica", aggiunge Angelo di Porto, preoccupato anche dalla fisionomia che il centro storico potrebbe assumere presto. "Stanno aprendo solo mini market di bassa qualità, spesso gestiti da soggetti che chiudono e riaprono società ogni due anni. Il nostro piccolo artigianato italiano, romano, il Made in Italy, rischia di sparire". Intanto, per vedere i risultati completi della strategia del Campidoglio bisognerà aspettare dieci anni.

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