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Vuole comprare pannolini a un migrante, aggredita dalla farmacista: “Non voglio queste persone nel negozio”

Elisabetta Canitano denuncia l’aggressione verbale di una farmacista, che ha rifiutato il suo bonifico istantaneo per comprare pannolini a un uomo.
A cura di Alessia Rabbai
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Elisabetta Canitano (Foto di repertorio La Presse)
Elisabetta Canitano (Foto di repertorio La Presse)

"Mi ha aggredita verbalmente, urlandomi contro che non mi dovevo più permettere di mandare persone nella sua farmacia a chiedere cose". È la denuncia di Elisabetta Canitano, ginecologa romana, attivista femminista, fondatrice e presidente dell’associazione ‘Vita di Donna', impegnata da decenni nella difesa della salute delle donne e nell’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. A Fanpage.it ha raccontato un episodio violento che ha vissuto alcuni giorni fa, aggredita verbalmente dalla titolare di una farmacia della periferia romana, alla quale aveva chiesto di poter fare un bonifico istantaneo per donare a sue spese dei pannolini a un migrante, a cui servivano per il suo bambino.

"Una decina di giorni fa ho incontrato un uomo probabilmente originario dell'America Latina, sulla quarantina, che con aria smarrita si aggirava davanti a una farmacia. Parlava poco Italiano, mi ha spiegato di aver finito i pannolini per il suo bambino e di aver trovato chiusa la parrocchia dove abitualmente si rivolgeva per prenderli. Sono entrata nella farmacia con lui con l'intenzione di comprarli, ma in quel momento non avevano disponibile la misura che gli serviva. Gli ho lasciato scritto su un foglietto di carta il mio numero di telefono, dicendogli di chiamarmi se ne avesse avuto bisogno e me ne sono andata".

Passano i giorni e Canitano riceve una telefonata: "Salve la chiamo dalla farmacia, qui nel negozio c'è un uomo che mi ha chiesto di chiamarla". All'inizio Canitano non ha capito di chi si trattasse, poi quando la dottoressa le ha detto che l'uomo voleva dei pannolini, le è tornato in mente lui. Non avendo un telefonino con sé, l'aveva fatto chiamare. "Ho detto di essere un medico e che avrei fatto un bonifico istantaneo per lui, acquistando i pannolini che gli servivano". La dipendente, racconta Canitano, ha dunque passato la chiamata alla titolare della farmacia.

"Mi ha aggredita verbalmente, urlandomi contro che non mi dovevo più permettere di mandare persone nella sua farmacia a chiedere cose. Mi è venuto spontaneo chiederle, ma lei va a messa? Festeggia il Natale? A quel punto ha chiuso la telefonata, interrompendo la conversazione. Avrei voluto aiutare quell'uomo e il suo bambino, ma purtroppo non so dove abiti, sto cercando di risalire a lui attraverso i luoghi dove vengono messi a disposizione gli aiuti per i poveri.

Canitano ha voluto denuciare attraverso il nostro giornale l'episodio: "Non capisco perché la mia richiesta di solidarietà non è stata accolta, la farmacista avrebbe potuto controllare il regolare pagamento tramite bonifico istantaneo, per poi consegnare solo dopo il prodotto al cliente. Nessuno le ha chiesto di regalarglieli, glieli avrei pagati io. Invece la sua reazione è stata aggressiva, secondo il mio punto di vista ciò che le ha dato fastidio è stato il fatto stesso che quell'uomo fosse entrato all'interno della sua farmacia. Penso che ci sia tanta cattiveria in giro, chi si comporta così non solo si rifiuta di compiere un gesto generoso, ma impedisce anche agli altri di poterlo fare".

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