I tempi dei bagni di folla, delle marce guidate da Beppe Grillo contro la corruzione e la mafia, della festa per la fine della campagna elettorale, sembrano ormai un'era geologica fa. Sono passati quattro anni e Virginia Raggi continua a tornare spesso e volentieri a Ostia, consapevole che sul litorale si gioca una partita fondamentale e anche simbolica per il Movimento 5 Stelle che proprio da Ostia ha fatto partire la cavalcata per la conquista del Campidoglio. Su una delle spiagge libere sottratte al giogo dei gruppi criminali del litorale, parla già da sindaca uscente pronta per affrontare la sfida del secondo mandato, rivolgendosi ai cittadini di disillusi: "Le risposte le stiamo dando con i fatti, serve duro lavoro, serve perseveranza, nulla si ottiene schioccando le dita e nessuno ha la bacchetta magica. Però abbiamo dimostrato di saper fare i conti, di poter gestire i bilanci con il rigore del buon padre di famiglia e investire tutti i soldi che abbiamo in servizi per i cittadini". "Ci vuole un po' più di tempo l'abbiamo detto. A chi si lamenta perché ancora non è stata rifatta la strada sotto casa sua, dico che ci arriveremo, perché piano piano le stiamo riasfaltando tutte", aggiunge.

Poco lontano dalla spiaggia dove ha appena verificato la posa di una pedana per consentire l'accesso in spiaggia ai disabili in carrozzina, la prima cittadina della capitale concede un'intervista a Fanpage.it incentrata sulla penetrazione mafiosa in città. Una spiaggia "riconquistata granello dopo granello", perché combattere le mafie "vuol dire proprio togliergli spazi per restituirli ai cittadini".  Ma ci tiene a sottolineare subito "Roma non è una città mafiosa". Questo non vuol dire negare ridimensionare la presenza dei gruppi criminali in città o il loro potere, ma soprattutto puntare il dito contro chi ha fatto finta di non vedere: "Ci sono state, ci sono tutt'ora e per troppi anni una parte importante della politica ha deciso di girare la testa dall'altra parte. Ricordo che abbiamo abbattuto otto villette dei Casamonica, tutti sapevano, ma preferivano per quieto vivere nella migliore delle ipotesi, o perché c'erano invece in qualche modo dei rapporti lasciarle lì. Quando le abbiamo abbattute i cittadini erano commossi, non ci credevano neanche più. Roma non è una città di mafie, è una città dove la mafia e la criminalità in parte ha preso il sopravvento, perché c'è stata una bruttissima complicità politico affaristica, che ha impedito che questi gruppi fossero cacciati via".

Nonostante gli arresti eccellenti, le operazioni delle forze dell'ordine, nella capitale la presenza di clan e organizzazioni mafiose è pesante, e arriva ormai a determinare la vita di interi quadranti della città. Ma la sindaca vede anche i segnali positivi, non solo grazie all'azione della magistratura, ma anche grazie a una maggiore consapevolezza della società civile. Rivolge lo sguardo in direzione della rotonda di Ostia, la cartolina d'ingresso al lungomare. Qui sono in corso dei lavori e l'imprenditore che si è aggiudicato la gara si è rivolto alle forze dell'ordine raccontando di aver subito pressioni. "A Roma si denuncia, finalmente a Roma si denuncia. – scandisce – Appoggiamo tutti quelli che lo fanno, lo facciamo con il favore della luce e con il sostegno di tutti i cittadini onesti, che si stringono a tutti questi imprenditori per dire andati avanti, perché Roma non è mafia ma è fatta di gente onesta, che per anni ha avuto paura perché quelle istituzioni che erano preposte a tutelare gli onesti purtroppo si sono girate dall'altra parte, ma oggi non è più così" .

Proprio quelle periferie che quattro anni fa hanno determinato il trionfo del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali, oggi potrebbero girargli le spalle. Sono quei quartieri dove la penetrazione delle attività criminali è più profondo, dove le mafie gestiscono un welfare parallelo a quello dello Stato e così costruiscono il loro consenso, dove le piazze di spaccio hanno trasformato la vita di decine di migliaia di persone. Tor Bella Monaca, San Basilio, Nuova Ostia, Ponte di Nona. "Qui ciascuno deve cedere il passo a quella dei capi delle piazze di spaccio e le libertà democratiche, i basilari principi che connotano la civile convivenza e lo Stato di diritto sono sostanzialmente inesistenti da anni", così scrive il Gip in un'ordinanza di custodia cautelare che ha portato di recente allo smantellamento di una piazza di spaccio alle Torri.

Raggi insiste, la sua giunta lavora e lo fa proprio nell'ottica di portare servizi in quelle periferie dove la crisi innescata dal coronavirus può ancora peggiorare le cose, rafforzando il potere dei clan pronti anche ad investire ci capitali illeciti in attività economiche in difficoltà grazie. "Serve creare posti di lavoro, con interi settori come il turismo in enorme sofferenza, serve intervenire soprattutto creando posti di lavoro", spiega. Ma questo riguarda prima di tutto il Governo nazionale, quello che invece l'amministrazione comunale deve fare è dare risposte ai problemi quotidiani dei cittadini che vivono nelle periferie della città: "Gli investimenti che facciamo e che siamo continuando a fare sono tantissimi. A cominciare dai servizi, pensiamo agli interventi sulle strade e agli interventi su nidi e scuole. In tantissime periferie abbiamo aperto scuole e nidi che erano abbandonati. Abbiamo concluso quei procedimenti amministrativi per cui mancava sempre un documento, una carta non si arrivava mai. Abbiamo aperto delle strutture che oggi vengono frequentate, quindi abbiamo ricominciato a portare dei servizi nelle periferie". "Se noi poi pensiamo a un'azienda di trasporto pubblico come Atac, l'azienda di trasporto pubblico più grande di Europa che aveva un debito mostruoso di oltre un miliardo e che aveva autobus vecchi di 18 o 20 anni. Abbiamo iniziato a comprare autobus nuovi, solo l'anno scorso ne sono arrivati 227 e li abbiamo messi in funzione proprio nelle periferie per avvicinarle al centro della città", conclude.

"Spesso sono stata attaccata come fossi stata immobile, ma immobile non lo ero e ora si cominciano a vedere i risultati, quante gare sono arrivate a conclusione e così quanti servizi stiamo erogando. Allo stesso tempo ho lavorato tantissimo per cercare di portare la voce di Roma Capitale e degli altri comuni per chiedere semplificazioni. Oggi con con il Decreto Semplificazioni abbiamo ottenuto un'asciugatura. Di questi tempi, di cui vedremo nei prossimi mesi gli effetti. Questo non vuol dire abdicare alla legalità, vuol dire trovare quelle strade che consentono a percorsi legali di essere più semplici, di essere più rapidi e portare risposte ai cittadini".  Conti in ordine e procedure chiare. Da qui per la sindaca passa il primo fondamentale tassello per la lotta alla criminalità e alla corruzione, anche se fare tutto secondo le regole è lungo e complicato. Gare pubbliche e non assegnazioni dirette, niente più "scorciatoie" e "bandi farlocchi" per dare risposte ai cittadini.