Si aggiravano sempre in coppia, mai da soli. Poi, avvicinavano le loro vittime: ragazzi più grandi, anche se di poco, che in quel momento si trovavano da soli e che sarebbero stati facilmente sopraffatti dalla forza del branco. La modalità era sempre la stessa: prima il pestaggio, poi il furto. In genere catenine d'oro – molto probabilmente da vendere nei vari Compro Oro disseminati per la capitale, e avere così contante subito disponibile – cellulari e portafogli. Cose anche di poco valore, che però pretendevano. Soprattutto i telefoni cellulari, intestati ad altre persone, che poi venivano usati nei giri di spaccio per vendere droga e non essere intercettati dalla polizia. . Due ragazzi di 17 e 18 anni (quest'ultimo minorenne all'epoca dei fatti) sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia EUR, coordinati dalla Procura per i Minorenni. Entrambi sono stati trasferiti in una comunità per minori. Sono accusati di due rapine e hanno precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale.

Due i fatti di cui i giorni sono accusati: due rapine avvenute lo scorso anno d'estate, entrambe a pochi giorni di distanza l'una dall'altra. Una all'Eur e una a Ostia, nei pressi dello stabilimento balneare Hakuna Matata. I due ragazzini erano stati arrestati già lo scorso anno perché accusati di aver pestato alcuni minorenni per rubargli una catenina. In quell'occasione i carabinieri della compagnia Eur hanno trovato addosso ai due ragazzi due telefoni, grazie ai quali è stato possibile risalire alle due rapine compiute rispettivamente il 3 Luglio 2019 in piazzale San Pietro e Paolo e il 13 Luglio 2019 sul Lungomare di Ostia. Non solo: è emerso che il 18enne era coinvolto in un giro di spaccio di droga. Per non farsi scoprire dalle forze dell'ordine, usava una scheda telefonica intestata a terzi, e l'aveva inserita nel cellulare rubato al 20enne a Ostia il 13 luglio.