video suggerito
video suggerito

Uccisi i quattro cavalli che vagavano liberi a Tarquinia. Gli animalisti: “Denunceremo il sindaco”

I quattro cavalli erano stati avvistati più volte negli ultimi giorni da diversi automobilisti nei pressi dell’Aurelia. Erano oggetto di un’ordinanza del sindaco del 27 marzo.
A cura di Natascia Grbic
96 CONDIVISIONI
Immagine

Sono stati uccisi i quattro cavalli che da giorni giravano liberi nel territorio di Tarquinia. A denunciarlo è stata l'Oipa, l'Organizzazione internazionale protezione animali. Gli animali erano oggetto di un'ordinanza del sindaco Alessandro Giulivi, firmata il 27 marzo, che disponeva, "in via preventiva, un provvedimento urgente di messa in sicurezza, necessario per la doverosa rimozione dello stato di pericolo per la pubblica incolumità e per la salute pubblica".

I cavalli, infatti, erano stati avvistati più volte dagli automobilisti nei pressi dell'Aurelia. Per questo sul provvedimento si leggeva che erano state autorizzate "le opportune operazioni atte a poter recuperare gli animali con relativo ricovero in strutture idonee, mediante l’utilizzo delle apposite tecniche di sedazione o, in estrema ratio, qualora si rendesse necessario, autorizziamo l’abbattimento degli equini col solo fine di garantire la pubblica incolumità".

Le associazioni animaliste hanno dichiarato che denunceranno il sindaco Giulivi e i veterinari che hanno abbattuto i cavalli. "Sappiamo per certo che esistevano richieste di adozione a cui non si è degnato nemmeno di rispondere – dichiara l'Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente -. Inoltre lo denunceremo per aver ucciso degli animali che sono patrimonio indisponibile dello stato. Questo sindaco ci sembra molto un Fugatti in miniatura che non vede altra soluzione che ordinare la morte di animali come se la vita di altre creature gli appartenesse".

"Vogliamo vederci chiaro", le parole dell'Oipa. "Vogliamo sapere se sono state messe in atto tutte le azioni necessarie a un recupero incruento e quali fossero gli effettivi e immediati pericoli per la pubblica incolumità che hanno portato a questo brutto finale. Alla luce dei fatti, non escludiamo ulteriori azioni legali".

96 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views