Test sierologici per chi arriva in autobus da Paesi a rischio contagio. A finire sotto alla lente d'ingrandimento della Regione Lazio e delle Asl di riferimento sono soprattutto i mezzi provenienti dall'Europa dell'Est, come ad esempio, Romania, Moldavia, Ucraina e Bulgaria. È la proposta sulla quale sta lavorando l'assessorato regionale alla Sanità, in attesa che la Regione pubblichi un'ordinanza, sulla scia del Veneto. La decisione è stata presa perché negli ultimi giorni sono state diverse le persone risultate positive al coronavirus arrivate via terra da Paesi esteri, soprattutto dell'Est Europa. A doversi sottoporre ai test sierologici saranno i viaggiatori provenienti da Stati a rischio in arrivo alla stazione Tiburtina. Qualora gli esami dovessero risultare positivi, scatterà il tampone, e la quarantena per i contagi accertati di Covid-19. Già la scorsa settimana il Ministero della Salute ha stabilito l'isolamento obbligatorio per chi arriva dalla Romania e dalla Bulgaria. Per quanto riguarda i controlli in aeroporto, al momento i passeggeri provenienti da Romania e Bulgaria viene comunicato che devono sottoporsi a due settimane di isolamento domiciliare, mentre si attende il termine della sperimentazione dei tamponi rapidi, in corso all'ospedale Lazzaro Spallanzani.

D'Amato: "Prioritario difendere Roma e il Lazio"

L'assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato, preso atto dell'andamento dell'epidemia e della diffusione dei contagi all'interno del territorio della Regione, specificando che finora sono stati eseguiti oltre 600mila campioni tra test sierologici e tamponi ha chiarito: "La priorità è quella di difendere Roma e il Lazio" commentando la decisione di un'ordinanza per sottoporre agli esami per la ricerca del Covid-19 i viaggiatori in arrivo a Roma con autobus provenienti da Paesi a rischio.