Terreni della Valle dell’Aniene all’asta, il Municipio chiede a Roma Capitale di comprarli: “Salviamo la riserva”

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I Municipi III e IV chiedono a Roma Capitale di acquisire circa 22 ettari della Riserva naturale della Valle dell’Aniene, oggi in parte abbandonati. L’obiettivo è tutelare un’area verde fondamentale, darle continuità e sottrarla al degrado.

Roma è una città con molto verde. Parchi, riserve naturali, terreni agricoli, sono una vera e propria oasi per una capitale che, come purtroppo sappiamo, ormai è strangolata dal caldo. Da anni i cittadini chiedono maggiore attenzione per questi spazi, chiedono che vengano valorizzati e resi davvero disponibili per le persone, non solo come luoghi dove trovare riparo dal caldo, ma anche come spazi da vivere e in cui costruire socialità. Un modo anche per restituire spazio al verde in una città dove il cemento, negli anni, è diventato un problema sempre più evidente.

La Riserva naturale dell’Aniene è proprio uno di questi spazi. Compresa tra Ponte Mammolo e l’antico Ponte Nomentano, è ricca di fauna selvatica e di vegetazione, e ha un paesaggio estremamente particolare. Al suo interno ci sono casali, torri medievali, le ville romane di via Tilli e di Ripa Mammea e il deposito pleistocenico, meglio conosciuto da tutti come il Museo di Casal de’ Pazzi, dove sono conservati anche i resti dell’ormai famosissimo mammut diventato noto grazie ai fumetti di Zerocalcare.

Alcuni terreni della Riserva dell'Aniene erano di proprietà della società Ostilia, recentemente fallita. Il Municipio III si è mosso formalmente per chiedere che quelle aree private della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene passino nelle mani di Roma Capitale. A presentare la richiesta al Campidoglio sono stati il presidente Paolo Emilio Marchionne e l’assessore all’Ambiente Matteo Zocchi: si tratta di circa 22 ettari, 200mila metri quadrati. Una porzione molto vasta, una cui parte ricade anche nel IV Municipio. Per questo il presidente della Commissione Ambiente del IV Municipio di Roma, Gianluigi Bardini, sta provando a fare "massa critica" in tandem con il III Municipio, che ha già avviato l'iter, chiedendo a Roma Capitale di acquisire anche le aree che cadono all'interno del territorio.

A seguito della procedura fallimentare era stata indetta un'asta, che però è andata deserta. "Sarebbe importante riuscire a farle entrare nel patrimonio pubblico, anche perché oggi sono in gran parte abbandonate e trascurate, invase dalla vegetazione infestante", spiega Bardini a Fanpage.it. "Sarebbe, in qualche modo, il completamento ideale di un percorso iniziato molto tempo fa: circa quarant’anni fa quella zona era una discarica, mentre oggi la Valle dell’Aniene è diventata una delle aree verdi più importanti e, dal punto di vista logistico, uno degli snodi più rilevanti di questa parte della città. L’operazione sarebbe inoltre in sintonia con altri importanti progetti portati avanti dal Comune, come il GRAB e il progetto del parco lineare. Andrebbe anche incontro alle richieste e alle aspettative delle realtà che da anni si prendono cura della Valle dell’Aniene, come Insieme per l’Aniene Onlus, Roma Rafting e i tanti volontari presenti sul territorio".

La richiesta non è peregrina: proprio in questi giorni una vasta parte della Valle dell’Aniene è andata a fuoco, con conseguenze pesanti sulla fauna selvatica e sulla vegetazione del parco, oltre che con rischi anche per la salute pubblica. Finora di molte di queste aree si sono occupati soprattutto volontari e cittadini, ma una presa in carico più forte da parte delle istituzioni permetterebbe di avere un controllo maggiore sul territorio, intervenire prima sui problemi e impedire che situazioni di degrado o incuria finiscano per compromettere ulteriormente la riserva.

"Come IV Municipio vogliamo fare la nostra parte perché la Riserva naturale della Valle dell’Aniene é una risorsa inestimabile del nostro territorio – conclude Bardini – Ecco perché ci auguriamo che Roma Capitale possa esplorare tutte le possibilità per acquisire al patrimonio pubblico le aree in oggetto e garantire una continuità alle infrastrutture verdi della Capitale, cosi’ come immaginato da Insieme per l'Aniene e dall’associazionismo che da anni si batte per affermare una coscienza ecologica collettiva e diffusa".

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