12 Novembre 2022
20:26

Tensione al corteo degli anarchici a Trastevere contro il 41 bis: tafferugli con la polizia

I manifestanti riuniti in piazza Gioacchino Belli hanno cercato di raggiungere il carcere di Regina Coeli ma sono stati bloccati dalla polizia.
A cura di Natascia Grbic
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Un gruppo di circa quattrocento anarchici si sono riuniti questo pomeriggio a Roma, in piazza Gioacchino Belli nel cuore di Trastevere, per protestare contro il 41bis, il regime di carcere duro cui è sottoposto Alfredo Cospito.

"Fuori Alfredo dal 41 bis", lo striscione di apertura della manifestazione, che ha bloccato tutto il quartiere di Trastevere nel pomeriggio di oggi, sabato 12 novembre, paralizzando completamente il traffico. "La rivoluzione è un fiore che non si spezza con l'abiura, solidarietà ad Alfredo Cospito" e "41 bis=tortura", gli slogan e gli striscioni che gli anarchici hanno srotolato in piazza. Sul posto, gli agenti della Polizia di Stato. La manifestazione è stata sorvolata da un elicottero delle forze dell'ordine per tutta la sua durata.

Momenti di tensione si sono registrati tra piazza Gioacchino Belli e piazza Sonnino quando un gruppo di manifestanti ha tentato di raggiungere il carcere di Regina Coeli. La polizia ha respinto il corteo e si è avuto qualche tafferuglio, rientrato dopo poco. Gli anarchici hanno poi raggiunto piazzale Ugo La Malfa, dopodiché la manifestazione si è conclusa in largo Arenula.

Da giorni gli anarchici si sono mobilitati in tutta Italia in solidarietà ad Alfredo Cospito, militante torinese detenuto da dieci anni per terrorismo e detenuto al 41 bis. Cospito, che da giorni è in sciopero della fame, è detenuto da dieci anni per la gambizzazione di Roberto Adinolfi, manager dell'Ansaldo. È stato condannato in primo e secondo grado per aver messo due bombe a basso potenziale alla caserma dei carabinieri di Fossano, un attentato del 2006 che non ha causato morti o feriti. Per quest'ultimo reato – che la Cassazione ha classificato come strage politica, chiedendo che la pena sia rivalutata – Cospito rischia l'ergastolo ostativo, anche se non c'è stata nessuna vittima. Vuol dire che rischia di non uscire mai dal carcere.

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