26 Gennaio 2022
20:05

Stupro di Capodanno, liberato uno degli arrestati: il Tribunale revoca i domiciliari

Il ragazzo era stato arrestato nei giorni scorsi dopo tredici mesi di indagini condotte dai carabinieri. Il Riesame ha revocato gli arresti domiciliari.
A cura di Natascia Grbic

Il Tribunale del Riesame di Roma ha revocato la misura degli arresti domiciliari per C. N., uno dei ragazzi arrestati per lo stupro di una minore nella notte di Capodanno 2021 a Primavalle. C. N. era stato arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri e sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico. Il giovane è indagato insieme ad altri due maggiorenni e due minorenni perché accusati di aver stuprato in gruppo una ragazza, che quella sera versava in forte ‘stato di inferiorità psico-fisica'.

I fatti risalgono allo scorso anno, e più precisamente alla notte di Capodanno 2021. Diversi giovani si erano riuniti in una villetta a Primavalle per festeggiare l'arrivo del nuovo anno, tra grossi quantitativi di droga e alcol. Una di loro, una minore, è stata abusata più volte da diversi ragazzi all'interno della villetta: la giovane, che poi ha presentato denuncia ai carabinieri, ha provato a difendersi ma non c'è riuscita. E nessuno, tra i presenti alla festa, ha cercato di aiutarla, nonostante fosse chiaro cosa stesse succedendo.

"Con l’avvio della procedura giudiziaria relativa al cosiddetto ‘stupro di Capodanno' a Roma, la vittima e la sua famiglia tornano a sottolineare la loro gratitudine all’Arma dei Carabinieri e la fiducia nella Magistratura – si legge in una nota diffusa dalla famiglia della ragazza – La vittima e la sua famiglia non cercano punizioni vendicative che non sono d’aiuto a nessuno. Una sentenza riflette la legge e non i desideri di una Parte ma – se ci è concesso sperare – vorremmo che il procedimento raggiunga tre risultati: una pronuncia che aiuti chi ha perpetrato le violenze a rendersi consapevole della loro gravità, anche nella prospettiva di una loro vita migliore in futuro. Una decisione che aiuti i giovani che non hanno direttamente esercitato violenza, ma hanno assistito ai fatti con un sentimento di normalità, a capire il vuoto di senso e bellezza di una vita ove l’altro – di qualunque sesso, etnia o condizione sociale – è visto come un oggetto, come un mezzo invece di un fine. E una sentenza che aiuti la vittima a sentirsi sostenuta e protetta, ristabilendo il giusto valore alla sua inviolabile dignità in quanto persona e in quanto donna. Pertanto, invitiamo la stampa a seguire la vicenda con questo spirito: facendone un’occasione per rafforzare valori e consapevolezza invece che di cruda e sterile cronaca. Se ci riusciamo, tutti insieme, a trasformare un dolore indicibile in un’occasione per rendere il mondo un po’ migliore, sarebbe il vero risarcimento alla vittima per una ferita profondissima e insanabile".

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