Spari, tentata violenza sessuale nel bagno e stupro fuori dal locale: il Kokus a Roma chiuso per la 12esima volta

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I poliziotti mettono i sigilli al Kokus bar di via Casilina a Roma
I poliziotti hanno messo i sigilli al Latin pub Kokus di via Casilina a Roma, dopo una rissa con spari, una tentata violenza sessuale nel bagno e uno stupro all’esterno del locale. È la dodicesima volta che il locale viene chiuso.

Rissa con spari, violenza sessuale nel bagno e tentato stupro all'esterno del locale. Sono i tre episodi accaduti nell'arco di poche ore lo scorso fine settimana, tra sabato 17 e domenica 18 ottobre, che hanno portato gli agenti della Polizia di Stato a chiudere temporaneamente il Kokus bar al civico 563 di via Casilina, nel quadrante est di Roma. Sono in corso le indagini della polizia, che cerca di ricostruire l'esatta dinamica degli episodi e di risalire ai presunti responsabili, non ancora individuati.

Il locale, un Latin pub frequentato soprattutto da cittadini sudamericani, era controllato da tempo dai poliziotti a seguito di gravi fatti di cronaca accaduti in passato al suo interno e all'esterno. Non è infatti la prima volta che viene revocata la licenza ai gestori, ma la dodicesima. L'ultima chiusura è stata solo a metà settembre scorso, per una rissa con tentato accoltellamento. Lo scorso weekend invece c'è stata una rissa che ha coinvolto varie persone, finita con l'esplosione di diversi colpi d'arma da fuoco, a seguito della quale è intervenuta la polizia. Una donna, una turista, ha rischiato di essere violentata mentre si trovava all'interno del bagno, mentre un'altra persona è stata stuprata proprio fuori dal locale. Le indagini sono in corso e non si conoscono ulteriori dettagli.

Gli investigatori cercano di capire se l'attuale gestione del locale sia collegata in qualche modo a quella precedente. Nel corso degli anni il bar è stato infatti chiuso per provvedimenti dell'Autorità di pubblica sicurezza per periodi compresi tra i quindici e i quarantacinque giorni. A questi si sono poi aggiunti due diversi provvedimenti di revoca della licenza e, da ultimo, un sequestro preventivo disposto dall'Autorità giudiziaria. Le persone impiegate all'interno del bar, infatti, sarebbero risultate in larga parte le stesse già riconducibili alle precedenti gestioni. Il questore di Roma ha deciso di revocare nuovamente la licenza all'attuale titolare e gli agenti hanno notificato il provvedimento, mettendo i sigilli al locale.

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