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Simone Borgese arrestato per stupro, perché non è in carcere ma ai domiciliari (senza braccialetto)

Simone Borgese, che negli ultimi anni ha violentato almeno tre donne, potrebbe essere un seriale. Lo credono gli investigatori, che stanno indagando su altri casi di stupro.
A cura di Natascia Grbic
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Simone Borgese non si trova in carcere, ma ai domiciliari, senza braccialetto elettronico. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari, scrivendo nell'atto che la misura "appare idonea a soddisfare le esigenze cautelari". La compagna dell'uomo ha acconsentito ad accoglierlo in casa, per cui l'uomo non è andato in carcere. Per la giudice, probabilmente, non sussiste né il pericolo di fuga né la possibilità che possa reiterare il fatto, motivo per cui ha disposto i domiciliari.

La procura ha fatto ricorso: per l'accusa l'uomo, essendo molto pericoloso, deve stare in carcere. I domiciliari potrebbero non essere una misura sufficiente per lui, e con la mancata applicazione del braccialetto elettronico potrebbe eludere i controlli degli agenti. L'uomo è stato arrestato dopo aver violentato una studentessa lo scorso 8 maggio. Nel 2021 era uscito dal carcere di Rieti dopi aver scontato sei anni, sempre per due violenze sessuali.

"Borgese lo conosciamo molto bene perché abbiamo seguito il primo caso di violenza sessuale a opera sua nel 2015/2016 ,", ha dichiarato Bo Guerreschi, presidente dell'associazione Bon't Worry. "Il soggetto è un seriale, e questo lo avevamo già detto anni fa. Non sappiamo se prima della tassista ci siano altri casi. Questo è il terzo. I predatori sessuali del tipo di Borgese sono casuali: vuol dire che quando gli capita l'occasione non la perdono, e agiscono, non solo stuprando, ma anche in un modo violento. Mi stupisco che sia agli arresti domiciliari: è un recidivo aggravato, per di più seriale, pericoloso socialmente. Non dovrebbero dargli nemmeno l'attenuante. Devono dargli 25 anni di carcere, l'ostatività e segnarlo in una bella lista di predatori sessuali. E non mi vengano a dire della privacy, perché quando una donna viene stuprata, viene spezzata per la vita".

Potrebbero esserci altri stupri oltre a quelli già denunciati dalle tre vittime: lo ipotizzano gli agenti della Polizia di Stato che indagano sulle violenze commesse da Simone Borgese. Non è escluso che l'uomo, che sembra essere un seriale, abbia abusato di altre donne da quando è uscito dal carcere. Per questo adesso gli investigatori incroceranno il suo dna con quello di stupri per i quali non è stato ancora individuato il responsabile. Sono soprattutto quattro le zone battute a tappeto dagli agenti, che potrebbero essere le aree di ‘caccia' dell'uomo: Piana del Sole, Fiumicino, Magliana e Portuense.

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