Si dichiaravano nullatenenti, ma avevano Rolex e patrimoni milionari: così ultras e boss della mala truffavano il fisco

Poco più di mille euro al mese per cinque anni. È quanto dichiarato da Angelo Senese, boss di Camorra e fratello del più noto Michele, tra il 2021 e il 2026. Un reddito definito dal pubblico ministero "di poco superiore alla sussistenza". Ma nel decreto di sequestro emesso ieri d'urgenza dalla Dda della Procura di Roma, sono descritti i possedimenti frutto delle attività illecite del clan operante a Roma, che non lasciano certo pensare a una vita al limite della sopravvivenza per Senese e per i suoi sodali: Ettore Abramo, detto "Pluto" e Daniele Salvatori detto "il Bove". Tra i beni sequestrati nove orologi di lusso — gli svizzeri Breitling, due modelli di cui uno con ghiera in oro, più un Audemars Piguet, modello Royal Oak e sei Rolex — una Mazda intestata alla moglie del capomafia e tutti i conti correnti e i rapporti bancari con saldo oltre i 5mila euro. Nel mirino anche il contenuto di una cassetta di sicurezza presso l’istituto "Credit Agricole", affittata fin dal 2011. Tutto per un valore complessivo stimato di oltre un milione di euro.
Il vice di Diabolik ha nascosto quasi un milione in 24 anni
Praticamente "nullatenente" l'ex braccio destro di Diabolik — Fabrizio Piscitelli, ai vertici della criminalità organizzata romana con il benestare dei Senese, prima di essere ucciso nel 2019 — Ettore Abramo, con un reddito dichiarato tra il 2021 e il 2025 di 4.758 euro. Oltre agli orologi già citati, posseduti in "comproprietà" nel tesoretto con Senese e Salvatori, anche per lui è stato disposto il sequestro di tutti i depositi bancari con saldo superiore ai 5mila euro e gli sono state confiscate una Smart e una moto moto Honda, entrambe intestate alla moglie. Dalle carte della procura emerge come, considerando il periodo tra il 2001 e il 2025, non siano stati dichiarati da Pluto quasi un milione di euro, frutto delle attività criminali a cui ha preso parte.
Sequestrato al Bove l'orologio che gli è costato il rapimento
Conti bloccati e una Smart sequestrata anche per Salvatori, anche lui con entrate quasi nulle dichiarate negli ultimi quattro anni. Ironia della sorte, tra i beni confiscati al Bove c'è anche l'orologio dal valore di 18 mila euro estorto a una gioielleria romana controllata dal clan Di Lauro e che gli era costato il rapimento e le minacce di morte per un risarcimento da 200mila euro ai camorristi, accompagnate da un pestaggio. Rapimento organizzato anche dal suo superiore nella gerarchia criminale, Pluto, che lo considerava ormai fuori controllo, con la complicità di altri esponenti del sodalizio.
Tutti e tre sono già in carcere dal 5 dicembre dello scorso anno con l'accusa di tentato omicidio, porto e detenzione illecita di armi da sparo, estorsione aggravata e tentato sequestro di persona, quest'ultime aggravate dal metodo mafioso. Con loro dietro le sbarre anche Girolamo Finizio, i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi e l'ex pugile Kevin Di Napoli.