Studenti seduti sulla sedia ma senza una superficie dove appoggiarsi per scrivere, prendere appunti, poggiare i libri. Così succede che in molti si siedono in terra per sottolineare utilizzando la sedia come superficie di appoggio, o che si è costretti a scrivere tenendo testi e quaderni sulle ginocchia. Ci sono poi bambini delle elementari invece che siedono in terra su dei cuscini o a turno si mettono al banco. Le difficoltà per il rientro a scuola post coronavirus non sono poche e una di queste è legata all'arrivo dei nuovi banchi monoposto che servono per mantenere il distanziamento sociale.

Sono pochi gli istituti della capitale e non solo che hanno già ricevuto la fornitura richiesta, ma molti dirigenti scolastici, facendo fede alle promesse del commissario Domenico Arcuri, hanno già provveduto a eliminare dalle aule i classici banchi biposto, provocando così non pochi disagi al rientro in classe degli studenti che si sono trovati senza una parte fondamentale dell'arredo delle proprio aule.

I banchi arriveranno, ma ci vorrà un mese e mezzo (almeno) perché tutte le scuole che hanno fatto richiesta possano davvero entrarne in possesso davvero. E così tra tutti i disagi della scuola al tempo della pandemia di coronavirus, quello che al momento si fa sentire di più è proprio quello dell'assenza dei banchi che si somma alle incertezze, le preoccupazioni, i patti di corresponsabilità, gli ingressi scaglionati e la misurazione della febbre quotidiana, le lezioni all'aperto e nelle palestre.

A Centocelle i bambini seduti sui cuscini

Sono tantissime le storie e i racconti di genitori e studenti che raccontano le giornate seduti sulle sedie sparpagliate per le classi. A Centocelle ad esempio, alla scuola elementare Artemisia Gentileschi, ai genitori è stato chiesto di mandare a scuola i bambini con dei cuscini, così da farli sedere a terra per scrivere e colorare mancando i banchi.