Condannato in primo grado per abuso dei mezzi di correzione ma assolto per quella di violenza sessuale aggravata su minori. Un insegnante di educazione fisica in una scuola di Viterbo (che poi ha cambiato ruolo in seguito alla denuncia di una studentessa) è stato condannato a due mesi di reclusione per aver sculacciato una studentessa durante l'ora di lezione. Un comportamento grave, che però secondo la giudice non costituisce violenza sessuale, reato per il quale la pubblico ministero aveva chiesto due anni di reclusione. La vicenda è riportata da TusciaWeb.

I fatti risalgono al 2017

I fatti risalgono al 2017. Secondo quanto ricostruito, quel giorno il professore aveva difficoltà a controllare la classe, che non ne voleva sapere di dargli retta. A quel punto avrebbe perso la pazienza, dando tre sculacciate a una studentessa di quindici anni che non ne voleva sapere di ascoltarlo e alzarsi dal tappeto ginnico. Un fatto molto grave, non solo perché non si possono picchiare gli studenti, ma anche perché la zona toccata è considerata erogena dalla normativa contro gli abusi. E per questo il professore è stato denunciato per violenza sessuale aggravata.

Tra 90 giorni la sentenza

La condanna a due mesi di reclusione è arrivata in primo grado. La difesa ricorrerà in appello, non è escluso che lo faccia anche l'accusa, che vuole invece vedere riconosciuta l'accusa di violenza sessuale. Le motivazioni della sentenza usciranno tra novanta giorni, e sarà possibile allora conoscere le motivazioni della giudice. Dopo la denuncia, il professore ha abbandonato il ruolo da docente ed è stato affidato a un altro incarico.