È il 6 giugno del 2020 quando diverse sigle del mondo ultras da tutta Italia, e i militanti di Forza Nuova e altri gruppi di estrema destra, si danno appuntamento al Circo Massimo, per protestare contro i provvedimenti presi per arginare l'epidemia da Covid-19 sotto la sigla ‘Ragazzi d'Italia'. Poche ore e la tensione sale sfociando in incidenti con le forze dell'ordine. Il solito copione lancio di oggetti, bombe carta e fumogeni, insulti ai giornalisti presenti in piazza e qualche manganellata. La manifestazione era stata animata anche da una scazzottata tra gli stessi organizzatori, protagonisti Simone Carabella e Giuliano Castellino di Forza Nuova, scoppiata perché il secondo contestava al primo di essersi auto nominato portavoce parlando con la stampa.

Le indagini della Digos di Roma

A conclusione delle indagini della Digos di Roma, questa mattina sono state eseguite 9 misure cautelari nei confronti di altrettanti esponenti dell'estrema destra e del tifo organizzato, su ordine della Procura della capitale. Otto persone sono state sottoposte all'obbligo di firma quotidiano, e una all'obbligo di dimora nel comune di residenza.

Ultras di tutta Italia colpiti dalle misure cautelari

Indetta dai tifosi del Brescia, alla manifestazione avevano aderito gruppi della Roma e della Lazio, del Napoli, di Verona, Torino, Cesena e Milano. Gli incidenti, avvenuti al lato della piazza di via dei Cerchi erano scoppiati per allontanare gli operatori dell'informazione presenti, ovviamente tutelati dalle forze dell'ordine. Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari si trovano personaggi di spicco del mondo ultras laziale, bresciano, napoletano ed emiliano.