9 ottobre, sciopero del clima. Migliaia le persone che hanno manifestato in tutta Italia per chiedere al Governo di prendere provvedimenti contro la crisi climatica che sta devastando l'ecosistema. A piazza del Popolo la manifestazione di Fridays for Future: centinaia le persone presenti a chiedere un'inversione di rotta e la destinazione dei soldi del Recovery Fund per la riqualificazione della scuola e la conversione ecologica. All'Eur, invece, decine di attivisti si sono incatenati alla sede dell'Eni e hanno chiesto un'interlocuzione con il Governo. Obiettivo, spiegano nel comunicato, "denunciare la finta narrazione di greenwashing della multinazionale e dichiarare l’urgenza di agire per contrastare il collasso climatico ed ecologico". Il presidio davanti Eni va avanti da ieri: alcuni attivisti sono stati fermati e denunciati dalle forze dell'ordine.

"Vogliamo che i soldi del Recovery Fund siano usati per un piano trentennale di riconversione ecologica", spiegano gli attivisti di Fridays For Future da piazza del Popolo. "Questi soldi devono essere investiti nel costruire una scuola diversa e un diverso tipo di produzione più sostenibile. È necessario un investimento importante nell'edilizia scolastica, così che la scuola possa diventare un luogo sicuro e sostenibile, di aggregazione e cultura. Una scuola che prepari una società di persone umanamente differenti, libere e socialmente uguali". Un'altra delle istanze portate avanti dagli attivisti dello sciopero per il clima, è quello della mobilità sostenibile. "Bisogna creare città dove al centro ci siano i cittadini, non le auto. Serve investire sulle energie rinnovabili e disincentivare l'uso dei combustibili fossili per creare un futuro più verde".

"Nessun rappresentante del Governo si è presentato al presidio", spiegano gli attivisti di Extinction Rebellion, chiedendo un "confronto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e a Cassa Depositi e Prestiti" e ribadendo che non sono intenzionati ad abbandonare il presidio. "Deve essere il Governo – spiegano nel comunicato – a sciogliere dalle catene i cittadini che per mandato deve proteggere e deve farlo dicendo la verità e con azioni concrete che rompano il Business as Usual delle grandi aziende inquinanti che alimentano l’ecocidio, e non continuando a finanziarle anche tramite fondi europei".