Dopo l'ok della Regione Lazio all'ampliamento del perimetro del monumento naturale del lago Ex Snia, il Comune di Roma si è dichiarato favorevole all'esproprio e all'acquisto delle aree che non sono ancora pubbliche. La presidente della commissione Cultura di Roma Capitale, Eleonora Guadagno, ha dichiarato che è stata presentata una delibera per l'acquisizione a patrimonio pubblico. "Stiamo compiendo tutti i passi necessari verso l’obiettivo dell’acquisizione pubblica dell’area dell’Ex Snia Viscosa – ha annunciato – Ho protocollato una proposta di delibera per formalizzare l’impegno di Roma Capitale ad attivarsi presso il Demanio dello Stato al fine di far acquisire l’area in quanto demaniale e permetterne l’inserimento a patrimonio pubblico. La delibera prevede anche che vengano ponderate una serie di questioni che attengono alla valorizzazione e alla tutela. In particolare, la valutazione delle procedure di esproprio più veloci e adeguate delle zone che non risultano ancora di proprietà comunale. Il rafforzamento dei vincoli a seguito dell’annuncio della Regione Lazio di ampliamento del perimetro del Monumento Naturale del Lago Ex Snia. E ancora, la conclusione dell’iter che riguarda la demolizione del manufatto abusivo che insiste sull’area limitrofa al lago".

I lavori abusivi nell'area privata

La questione del monumento naturale dell'area dove sorgeva la vecchia fabbrica della Snia Viscosa è tornata prepotentemente alla ribalta dopo che, da alcune settimane, delle ruspe si sono messe al lavoro nell'area di proprietà dell'imprenditore immobiliare Daniele Pulcini. Come appreso da Fanpage.it, i lavori non sono mai stati autorizzati né dal Municipio né dal Comune di Roma, che si è detto – tramite le parole dell'assessore all'Urbanistica Luca Montuori – stupito di quanto stava avvenendo. Soprattutto perché i custodi hanno impedito l'ingresso ai politici e alle stesse forze dell'ordine. Le ruspe stanno abbattendo la vegetazione in una parte di parco che non rientra nell'area tutelata da Roma Natura, ma è comunque soggetta a vincoli di preservazione delle natura e di rispetto dell'area archeologica industriale che comprende i ruderi nel terreno. Gli unici che sono riusciti a entrare all'interno dell'area sono stati residenti e attivisti, che giornalmente convocano presidi per denunciare quello che definiscono "un consistente danno ambientale".

L'ampliamento del monumento naturale: l'ok della Regione

Come detto, la Regione Lazio ha approvato la proposta di Roma Natura dell'ampliamento del perimetro del monumento naturale dell'Ex Snia. Da qualche tempo il Comune e l'ente stavano lavorando in tal senso, tanto che Montuori aveva dichiarato molto strana la tempistica con la quale erano cominciati i lavori nell'area privata. "Con questo intervento avviamo un processo di rinnovamento urbano, di un luogo che è stato un punto di riferimento durante la resistenza romana al nazi-fascismo e che adesso torna a essere centrale nella vita cittadina", ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Con la decisione del presidente Nicola Zingaretti che ha accolto la proposta di RomaNatura dell'ampliamento del Monumento Naturale dell'ex Snia viscosa completiamo un percorso particolarmente prezioso per la protezione definitiva di un vero e proprio scrigno di biodiversità voluto dalle realtà sociali, associative e di volontariato, di quel territorio – ha aggiunto Maurizio Gubbiotti, presidente di Roma Natura – E ancora una volta dimostriamo grazie a questa Regione la capacità dei parchi di essere vicini ai bisogni delle persone e utili per migliorare la qualità della vita".