Cosa sta succedendo nell'area verde adiacente l'ex Snia? Da tempo i residenti hanno notato delle ruspe in azione in un'area soggetta a vincoli di preservazione delle natura e di rispetto dell'area archeologica industriale. Lavorano senza sosta, abbattendo alberi e distruggendo la vegetazione. Un lavoro di bonifica molto consistente, del quale però si sa poco e nulla. Ma non sono solo i cittadini a essere all'oscuro: persino Roma Capitale non ha la minima idea di cosa stia accadendo. I lavori stanno procedendo senza autorizzazione, e i custodi hanno negato l'ingresso persino agli agenti della Polizia Locale, alla Polizia di Stato e alla Forestale. Un fatto molto grave, di fronte al quale i residenti non sono però rimasti a guardare: in tanti questi giorni stanno entrando nell'area per provare a bloccare i lavori delle ruspe.

Lavori abusivi al parco dell'Ex Snia: non c'è l'autorizzazione

I lavori si stanno svolgendo nell'area privata adiacente al lago ex Snia, nelle disponibilità dell'imprenditore immobiliare Daniele Pulcini. Le ruspe stanno abbattendo la vegetazione in una parte di parco che non rientra nell'area tutelata da Roma Natura, ma è comunque soggetta a vincoli di preservazione delle natura e di rispetto dell'area archeologica industriale che comprende i ruderi nel terreno. E, come spiega a Fanpage.it l'assessore all'urbanistica di Roma Luca Montuori, "tutti i lavori, anche quelli di pulizia o bonifica, devono essere autorizzati al fine di verificare la presenza di alberature ad alto fusto. E, da quello che abbiamo visto, sembrerebbe che a essere abbattute siano state proprio quelle". Nessuna autorizzazione ai lavori dunque, e nemmeno nessuna richiesta da parte della proprietà privata. "È necessario – continua Montuori – che chi di dovere come la forza pubblica possa avere accesso. Non riesco a spiegarmi come non si sia riusciti a entrare all'interno".

Dubbi sulla tempistica dei lavori

C'è una cosa che stona in questi lavori. La fretta con cui stanno procedendo e le tempistiche. L'operazione, infatti, sta avvenendo in un momento cruciale dato che entro giugno il gestore del monumento naturale (Roma Natura) si dovrà esprimere favorevolmente o meno sull'unificazione tutta l'area. "È molto strano – aggiunge Montuori – che questa attività di bonifica venga effettuata proprio quando abbiamo cominciato a lavorare con Roma Natura per capire come la parte ancora privata del monumento naturale possa diventare parte del sistema che tiene insieme le aree pubbliche su cui è stato fatto l'esproprio". Al momento, i lavori continuano.