Stormi di storni, piccoli uccelli neri, hanno invaso da settimane, come avviene ormai da anni, gli alberi di molte zone della città di Roma. Soprattutto gli alberi nel piazzale dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini, ne sono pieni e già gli autisti di Atac avevano denunciato nei giorni scorsi questo fatto. Probabilmente spaventati dai botti di Capodanno, nella notte del primo giorno del 2021, gli storni sono scappati impauriti dagli alberi e molti si sono schiantati contro i fili dell'alta tensione in tutto il centro storico di Roma. Risultato: centinaia di piccoli uccelli sono morti e ora invadono la carreggiata delle strade, come testimoniano alcune fotografie pubblicate sul sito Welcome to Favelas.

Il problema degli storni a Roma

Lo storno comune (Sturnus vulgaris) è lungo circa 20 centimetri di solito e pesa dai 70 agli 80 grammi. È stato inserito, si legge su Wikipedia, nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo. In pratica la sera trascorrono la notte su gruppi di alberi, ma prima di dormire essi si contendono rumorosamente, come ogni romano può notare, le postazioni migliori. Sempre stando a quanto si legge su Wikipedia, alcuni studi avrebbero dimostrato come il guano, le feci di storno, presenti in grandi quantità nelle città sotto gli alberi che utilizzano per dormire, possono favorire la diffusione di alcune malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche. Solo due settimane fa il consigliere capitolino della Lega, Davide Bordoni, se la prendeva con il piano storni della sindaca Raggi: “Nella Capitale tornano gli storni e il guano ma l’Amministrazione sembra non accorgersene, il piano per attenuare i possibili pericoli ed i disagi non c’è, la giunta Raggi come al solito è in ritardo e non ha predisposto per tempo le contromisure. Con gli storni torna anche il problema del guano sulle strade e sui marciapiedi che diventa un pericoloso impasto scivoloso”.

Strage di uccelli, la Lipu: "Si sono scontrati tra loro per disorientamento"

"Si sono scontrati tra loro per la paura e il disorientamento dovuto alle esplosioni dei fuochi di artifici. Sono pochi i sopravvissuti purtroppo la tecnica delle esplosioni con disorientamento è utilizzata spesso, soprattutto dai bracconieri. Gli uccelli dormono sugli alberi e, ai primi rumori sospetti si agitano. La paura fa perdere loro concentrazione e questo li porta a sbattere tra loro o al muro. Ci vorrebbe un cecchino. Quando siamo stati contattati alle 2 di notte c'era già poco da fare. Ci hanno detto che via Cavour era piena di uccelli morti, ma credo che sarà così anche in altre zone", ha commentato all'AGI l'associazione Lipu, Lega italiana protezione uccelli.