Roma-Civitavecchia, pendolari tra ritardi e treni pieni: “A volte non ripartono finché qualcuno non scende”
Ritardi, corse cancellate, treni talmente pieni da non riuscire a ripartire e passeggeri costretti a correre da un binario all'altro senza informazioni. Sono alcuni dei problemi che ogni giorno affrontano i pendolari della FL5 Roma-Civitavecchia, al centro dell'incontro convocato per il prossimo 3 novembre dall'assessorato regionale ai Trasporti con i comitati degli utenti. "Da circa un anno assistiamo a un progressivo deterioramento del servizio, con continui ritardi, cancellazioni e disagi", racconta a Fanpage.it Giacomo De Vito, copresidente del Comitato Pendolari Litoranea Rome Nord e presidente del comitato della stazione Ladispoli-Cerveteri. Sulla situazione della linea interviene anche la consigliera regionale del Pd Michela Califano, che ha chiesto la convocazione urgente della Commissione Trasporti per conoscere l'esito del tavolo e le eventuali misure che verranno adottate.
"Gli utenti hanno perso fiducia nel servizio"
Uno dei primi problemi contro cui si devono imbattere i pendolari, soprattutto i giovanissimi, riguarda gli orari. Da Ladispoli verso Civitavecchia, per esempio, al mattino un treno arriva alle 7 e quello successivo soltanto alle 8.10. "Questo significa che gli studenti che devono andare a scuola, ma anche i lavoratori che iniziano alle 8, sono costretti o ad aspettare un'ora fuori o ad arrivare in ritardo".
A pesare sono anche ritardi e soppressioni. Quando salta una corsa, i passeggeri si riversano inevitabilmente su quella successiva."Succede soprattutto alla stazione di Roma San Pietro che è una delle prime della Capitale arrivando dalla Litoranea Nord ed è quella più trafficata", spiega De Vito, che utilizza ogni giorno la linea per raggiungere Roma da Ladispoli. "Se ci sono cancellazioni o ritardi è quella che ne risente di più. Qui si accumulano moltissimi passeggeri e capita che venga comunicato che il treno non può ripartire finché qualcuno non scende, proprio perché è troppo pieno. E allora siamo costretti a fare trattative fra di noi per chi deve scende e ogni tanto devono intervenire i militari".
I pendolari: "Più spesso in piedi che seduti"
La situazione si complica ulteriormente per la presenza dei turisti che arrivano al porto di Civitavecchia e utilizzano la ferrovia per raggiungere Roma. "Ogni giorno vediamo bagagli che ostruiscono i passaggi, le porte di accesso e di uscita e persino i sedili. A volte ci sono pile di valigie sui posti, mentre i pendolari sono costretti a viaggiare in piedi".
Il problema, precisa De Vito, non sono i crocieristi: "Naturalmente i turisti hanno tutto il diritto di utilizzare il treno". Ma la crescita dei flussi rende ancora più evidente la carenza di collegamenti in alcuni momenti della giornata. "Nelle ore di punta capita molto più spesso di viaggiare in piedi che di trovare un posto a sedere. È necessario aumentare ulteriormente il numero delle corse, soprattutto considerando la crescita del turismo legato al porto di Civitavecchia".

Cambi di binario senza annunci: "È pericolosissimo"
Tra le criticità più sentite c'è anche la comunicazione. Ritardi, cancellazioni e cambi di binario, secondo il comitato, non sempre vengono segnalati in tempo. "Mi è capitato più volte di assistere a situazioni in cui, non essendo stato annunciato un cambio di binario, alcune persone hanno attraversato direttamente i binari per raggiungere il treno. È pericolosissimo, perché non si può sapere quando arriverà il convoglio successivo". Per De Vito il problema ormai incide direttamente sul rapporto dei viaggiatori con la ferrovia: "Gli utenti hanno perso fiducia nel servizio e spesso non sanno nemmeno a che ora riusciranno a tornare a casa".
Stazioni da riqualificare e problemi di accessibilità
La seconda grande richiesta dei pendolari riguarda le stazioni. Il comitato indica in particolare Civitavecchia, Torre in Pietra e Maccarese-Fregene. Proprio in quest'ultima, spiega De Vito, il dislivello tra marciapiede e convoglio rende difficile l'accesso autonomo alle persone in carrozzina. "Nel 2026 è una limitazione molto grave".
Non mancano poi gli episodi straordinari. Negli ultimi mesi sulla linea ci sono stati incendi e guasti. "Il caso più grave quando un treno si è fermato nel mezzo di una galleria. Gli si è affiancato un secondo, diretto nella direzione opposta, e i passeggeri sono stati fatti passare da un treno all'altro attraverso una pedana, praticamente al buio", racconta De Vito.
"Servono più corse, ammodernamento delle stazioni e comunicazione tempestiva"
È su questo quadro che si inserisce il tavolo convocato dall'assessorato regionale ai Trasporti per il 3 novembre. Un incontro sul cui esito vuole essere informata anche l'opposizione. "Ritengo che la Commissione Trasporti debba essere tempestivamente informata degli esiti di tale tavolo tecnico-politico e delle eventuali misure che verranno adottate", ha dichiarato Califano. Intanto i comitati arriveranno all'incontro con le idee chiare e tre richieste principali. "Più corse e maggiore puntualità, stazioni moderne e accessibili, e una comunicazione più efficiente e tempestiva", riassume De Vito.