Rocca pronto a ricandidarsi alla Regione Lazio nel 2028: “Se la coalizione lo vorrà, io ci sarò”

Di "percorso entusiasmante ma complesso" ha parlato Francesco Rocca, poco prima di annunciare la sua disponibilità per un secondo mandato alla guida della Regione Lazio. L'attuale governatore ha sciolto la riserva su una sua possibile ricandidatura per le elezioni del 2028, con le quali verrà rinnovato anche il Consiglio. L'indipendente di area centrodestra si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti, "concreti e misurabili", ma non ha nascosto la sua frustrazione per i "tempi che non sempre coincidono con le aspettative dei cittadini", su problemi "stratificati da anni". Rocca vorrebbe continuare a "metterci la faccia", sempre che la "coalizione lo riterrà opportuno".
Il governatore, nella sua intervista al quotidiano L'Identità, ha affermato di volersi ripresentare "a testa alta davanti ai cittadini laziali", per completare quella che per lui è stata e sarà una "stagione di investimenti che la Regione non vedeva da molto tempo". Rocca ha evidenziato una certa "sinergia istituzionale" con il governo nazionale e con gli enti locali, "anche con Roma Capitale, basato sulla collaborazione e sulla capacità di affrontare insieme i problemi reali dei cittadini, al di là delle visioni politiche", ha dichiarato.
Tre le rivendicazioni maggiori fatte al quotidiano online dal presidente della Regione ci sono il contrasto alle occupazioni abusive, la sicurezza negli ospedali e i trasporti. Aspetti che coincidono con la lista delle priorità del Governo Meloni: "Con il ministro Piantedosi, ad esempio, stiamo lavorando molto bene sul rafforzamento della sicurezza e sul presidio della legalità. Con il ministro Salvini c'è una collaborazione estremamente concreta su infrastrutture fondamentali per il Lazio che erano ferme da anni e che oggi finalmente stanno correndo", ha sottolineato. Per quanto riguarda poi la collaborazione tra enti locali, Rocca cita il passato Giubileo come la "dimostrazione più evidente" dell'affiatamento tra l'azione regionale e quella del Governo nazionale.