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Riportato in Italia il latitante Antonio Gala, narcotrafficante vicino al boss Molisso: deve scontare 18 anni

Arrestato a Marbella dopo mesi di fuga, Antonio Gala è rientrato in Italia. Era stato condannato per traffico di hashish e cocaina aggravato dal metodo mafioso.
Immagine di repertorio
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Antonio Gala, considerato dagli investigatori uno dei broker del narcotraffico tra Spagna e Italia e inserito nella lista dei latitanti più pericolosi, è stato riportato ieri, giovedì 11 giugno, in Italia dopo l'arresto avvenuto a Marbella, in Spagna. L'uomo, condannato in via definitiva a 18 anni di carcere per associazione finalizzata al traffico di droga aggravata dal metodo mafioso, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino scortato dagli agenti del Fast (Fugitive Active Search Team) Italia, la squadra specializzata nella cattura dei latitanti internazionali. Il suo nome è collegato alla piazza di spaccio di Tor Bella Monaca e, quindi, al boss Giuseppe Molisso, ora al 41bis.

Su di lui pende una condanna a 18 anni

L'operazione chiude una lunga caccia all'uomo che ha coinvolto forze di polizia italiane e spagnole, coordinate attraverso le reti internazionali Enfast e I-CAN di Interpol. Antonio Gala era stato arrestato il 30 marzo scorso a Marbella, località della Costa del Sol considerata da tempo uno dei principali rifugi dei criminali italiani in fuga. La pena era diventata esecutiva nel 2024, quando si era già dato alla macchia. Le sue ricerche erano però iniziate ancora prima, nel 2023, nell'ambito di un procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna

Secondo le sentenze già passate in giudicato, Gala avrebbe promosso un'organizzazione criminale dedita all'importazione, alla detenzione e alla distribuzione di ingenti quantitativi di hashish e cocaina. Non solo. Avrebbe continuato a operare nel circuito del narcotraffico anche da Marbella, gestendo l'approvvigionamento e il trasporto di grandi quantitativi di stupefacenti lungo l'asse Spagna-Italia.

Il ruolo nel narcotraffico e nel riciclaggio

A ricostruire il suo ruolo sarebbero state anche le conversazioni contenute nella piattaforma criptata Sky ECC, utilizzata da numerose organizzazioni criminali. Nelle chat, spiegano gli investigatori, Gala si sarebbe definito lui stesso "latitante" e avrebbe coordinato le operazioni logistiche necessarie a far arrivare la droga fino ai clienti finali.

Parallelamente, il suo nome era emerso anche nell'operazione "Fei Chien", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e condotta dal Gico (Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata) della guardia di finanza, in cui era stata colpita con 33 misure cautelari un'organizzazione dedita al riciclaggio del denaro proveniente dal narcotraffico inviando le somme in Cina.

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