Ripartono gli scavi alla Casa del Jazz per il giudice Paolo Adinolfi: si cerca anche Emanuela Orlandi

Dopo settimane di stop, riprendono gli scavi alla Casa del Jazz a Roma, in viale di Porta Ardeatina dove oggi è stato avviato un primo sopralluogo per studiare una via di accesso verso il cunicolo che si trova a 15 metri di profondità che porta alle catacombe sotto all'ex Villa Osio. Presenti, come sempre dall'inizio dei lavori, i familiari del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994. Stavolta, però, anche i familiari di Emanuela Orlandi hanno chiesto, tramite i loro legali, di prendere parte alle operazioni. Secondo alcuni, oltre al corpo di Adinolfi, all'interno dei sotterranei della Casa del Jazz, potrebbe trovarsi anche la ragazzina scomparsa undici anni prima, il 22 giugno del 1983.
Soltanto una volta eseguiti i sopralluoghi sarà possibile comprendere se ci siano o meno le condizioni per accedere al cunicolo, che si trova a circa 15 metri di profondità e che è collegato con le catacombe, e continuare i lavori di casa sotto alla Casa del Jazz, nata come Villa Osio e appartenuta, fino alla confisca degli anni duemila, al boss e tesoriere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti. Oggi la struttura, che dal 2005 è stata trasformata in un centro culturale, è di proprietà del Comune.
Lo scopo è di provare a chiudere due misteri irrisolti della Capitale, che da decenni non trovano risposte.
La scomparsa del giudice Paolo Adinolfi
Il giudice Paolo Adinolfi è scomparso un sabato di inizio del 1994. Aveva detto alla sua famiglia che sarebbe tornato a casa per pranzo ed è uscito per andare al lavoro, in una nuova sezione del Tribunale, dopo gli anni trascorsi alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma, dove aveva scoperto i segreti delle aziende e i loro legami con la criminalità. Fra queste aziende anche la Fiscom, intorno a cui ruotavano figure dei Servizi Segreti e della malavita organizzata e per cui venne condannato in primo grado proprio Nicoletti, fino all'Ambra Assicurazioni.
È per cercare i suoi resti che, sotto richiesta del giudice Guglielmo Muntoni, oggi presidente dell’Osservatorio sulla criminalità economica della Camera di Commercio, sono iniziati gli scavi alla Casa del Jazz lo scorso autunno da parte di carabinieri e cani molecolari.
Perché la Casa del Jazz potrebbe nascondere anche i resti di Emanuela Orlandi
Non si esclude che, nei sotterranei della Casa del Jazz, possano trovarsi anche i resti della quindicenne vaticana scomparsa da Roma. "Don Domenico (il sacerdote che viveva nella villa prima di Nicoletti, ndr) mi ha detto che, arrivati alla vendita, c'erano anche altri acquirenti che avrebbero acquistato la villa, spendendo anche di più. Ma è stato il Vicariato ad imporsi, dicendogli che doveva venderla a Nicoletti. Una volta arrivato, poi, fu lui ad ampliarla e a chiudere delle parti dei sotterranei", ha raccontato negli scorsi mesi Pietro Orlandi.
Lui stesso, inoltre, ha riportato anche le parole di un magistrato: gli avrebbe detto che Emanuela Orlandi sarebbe stata sepolta sotto alla Casa del Jazz. Nel frattempo, però, non resta che attendere le nuove operazioni, con l'auspicio di raggiungere la verità sui casi.