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2 Luglio 2021
12:12

Rifiuti, Raggi vuole riaprire discarica Albano. Il sindaco: “Un’aggressione, neanche una chiamata”

Il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, ai microfoni di Fanpage.it sull’intenzione della sindaca Raggi di imporre la riapertura della discarica di Roncigliano: “Io vorrei dire che l’atteggiamento dell’Impero romano è finito da tempo. Già un tempo come Albalonga soccombemmo a Roma. Questa volta no. Da Raggi neanche una chiamata: a barricate reagiremo con le barricate”.
A cura di Enrico Tata
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Virginia Raggi ha chiesto ai tecnici della Città Metropolitana, in qualità di sindaca, di preparare un'ordinanza per imporre la riapertura della discarica di Roncigliano, all'interno del comune di Albano Laziale. Un atto legittimo, secondo il parere del Ministero della Transizione Ecologica, attuabile in virtù della "sussistenza di situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente". Per il sindaco del paese dei Castelli Romani, Massimiliano Borelli, intervistato da Fanpage.it, "continua però ad esserci un problema di carattere istituzionale. Neanche una chiamata per dire: ‘Mettiamoci attorno a un tavolo e capiamo'. Né formale né informale, né da Raggi né dai suoi uffici, né dalla sua segreteria e neanche dall'usciere della Città Metropolitana, che conosco. Nessuno ha avuto la cortesia istituzionale di chiamare il sottoscritto, cioè il sindaco che dovrebbe, secondo il loro programma, ospitare i rifiuti di Roma Capitale. Io vorrei dire che l'atteggiamento dell'Impero romano è finito da tempo. Già un tempo come Albalonga soccombemmo a Roma. Questa volta no".

"Raggi in ‘leggero' conflitto di interessi"

L'intenzione del primo cittadino è quella di fare ricorso al Tar, anche se, dice, "dobbiamo aspettare l'ordinanza, perché allo stato attuale noi parliamo di aria fritta. Fatta l'ordinanza, vedremo che tipo di testo e che tipo di motivazioni si adducono. Ci sono quattro temi critici, che tra l'altro sono stati inseriti in un ordine del giorno votato in consiglio da tutte le forze politiche". Il primo è la dichiarazione dello stato di emergenza rifiuti, che non ha dichiarato né il prefetto né il presidente della Regione Lazio, "quindi le esigenze legate all'emergenza e alla contingibilità dell'ordinanza non vedo da dove vengano estrapolate". Il secondo tema di cui parla Borelli è quello che definisce ironicamente il ‘leggero' "conflitto di interessi che ha la sindaco Raggi nel risolvere un problema che di fatto mette in luce la sua incapacità. Metta caso: Albano è inadempiente. La sindaco della Città Metropolitana fa un'ordinanza e obbliga Albano a risolvere la situazione in un determinato modo, perché la mia amministrazione è evidentemente incapace a gestire la raccolta dei rifiuti. In questo momento, quindi, Raggi sta dicendo a sé stessa che è incapace a gestire l'immondizia e quindi fa un'ordinanza a sé stessa".

Perché la discarica di Albano non può accogliere i rifiuti di Roma

Il terzo punto è legato alla discarica. Per risolvere una situazione emergenziale, è il ragionamento del primo cittadino di Albano, il sito che deve accogliere l'immondizia deve essere pronto da subito: "Oggi faccio un'ordinanza e domani porto il camion a scaricare i rifiuti. Ma quella discarica è chiusa da cinque anni, ha bisogno di una bonifica e l'Arpa Lazio ha rilevato forte presenza di inquinanti nel suolo e nelle falde acquifere". La discarica è infatti chiusa dal 2016 a causa dell'incendio dell'impianto Tmb. Sei invasi su sette sarebbero ormai pieni, ma uno avrebbe posto per 200mila tonnellate: "Non è sufficiente dire che l'invaso ha una capienza disponibile di circa 200mila tonnellate per portarci subito i rifiuti. Si tratta di una capienza legata alla vita di quella discarica in funzione del Tmb, perché quella discarica è una discarica di servizio legata al Tmb che è andata a fuoco nel 2016. Il quarto punto, quello più tecnico, ma non ultimo, è questo: essendo una discarica di servizio ha un Tmb, ma il Tmb è andato a fuoco e per portarci i rifiuti da un altro impianto serve un atto della Regione Lazio".

Il problema legato alla discarica di Roncigliano è anche e soprattutto ambientale: "Questa discarica in ogni caso non deve riaprire. Si trova a 200 metri di distanza dal primo nucleo abitato del comune di Ardea. Il piano rifiuti regionale parla di un chilometro minimo di distanza tra abitazioni e discariche. A un chilometro circa c'è l'ospedale dei Castelli, a 550 metri c'è un oratorio con una scuola. Questi sono i motivi per cui da anni lottiamo per la chiusura di questa discarica".

"Sui rifiuti un'aggressione: faremo le barricate"

Secondo Borelli è in corso una vera e propria "aggressione per quanto riguarda i rifiuti. Se la sindaco Raggi non vuole fare gli impianti  a casa sua come ne usciamo? Ne usciamo con la creazione di tavoli di confronto istituzionali e sovracomunali, a prescindere dal loro esito, in cui tutti gli enti si mettono intorno al tavolo e discutono sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Qui invece si tenta di risolvere il problema a colpi di ordinanze e io l'ho detto sin dall'inizio, ad una barricata alzata (annunciando ordinanze senza neanche chiamare) si risponde con barricate".

"Il regalo della sindaca: palazzoni di otto piani nel nulla e vicino alla discarica"

A circa un chilometro dalla discarica, aggiunge il sindaco, è in corso la costruzione diun nuovo insediamento di circa 990 appartamenti quattro palazzine di sette o otto piani di altezza. "Un regalo del sindaco Raggi. Una deportazione: con quel piano urbanistico che prevede la costruzione di quegli appartamenti. circa 3mila persone (due persone in media ad appartamento) saranno deportate sul confine di Roma in queste bellissime palazzine di sette o otto piani che andranno a rovinare il nostro panorama. Questi cittadini di Roma il primo servizio lo troveranno a quindici chilometri, la Asl, la scuola, addirittura la circoscrizione a 25 chilometri. Vicino a quelle costruzioni c'è tra l'altro il nucleo industriale di Santa Palomba, davanti c'è il cantiere della nostra raccolta dei rifiuti compresa l'isola ecologica. Queste persone da una parte vedranno un capannone dell'Acea e dall'altra la nostra isola ecologica. E intorno non c'è nulla. E vicino, a neanche un chilometro, una discarica che vorrebbero accogliesse anche i rifiuti di Roma".

"Da noi differenziata all'83%. Perché Roma non ci copia?"

Borelli rivendica infine la raccolta differenziata all'interno del suo comune: "Ha toccato punte dell'83 per cento, e siamo in media tra il 78 per cento e l'83 per cento. Stiamo adottando ulteriori misure grazie ai finanziamenti regionali che permettono, per esempio, il trattamento dell'umido e verrà realizzato un impianto di trattamento di compostaggio domestico. Abbiamo ottenuto anche il finanziamento della prima isola del riuso della Regione Lazio, cioè un punto dove il cittadino può portare mobili che possono essere riutilizzati. Sono cose che ovviamente un comune di medie dimensioni può portare avanti, ma perché un comune come Roma non può farlo? Partendo ovviamente da contesti gestibili e poi ampliando queste buone pratiche nei municipi un po' più complicati, magari per la presenza di palazzoni, di condomini esageratamente grandi. Basterebbe replicare in scala le buone pratiche dei comuni intorno alla Capitale".

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