Dal prossimo 1 maggio la Regione Lazio di Nicola Zingaretti potrebbe commissariare Roma Capitale sulla gestione dei rifiuti. Se il Campidoglio non ottempera alle indicazioni contenute nella delibera regionale che scade il prossimo 30 aprile, potrebbe perdere la sovranità su scelte importanti per la vita dei cittadini e il futuro della città, aprendo un aspro scontro politico e istituzionale a pochi mesi dalle elezioni. C'è poi un ulteriore corto circuito da considerare: il Movimento 5 Stelle commissarierebbe se stesso, avendo fatto il suo ingresso nella maggioranza di Zingaretti.

Sono due i compiti fondamentali che spettano a Roma Capitale e Ama secondo l'ordinanza, rispetto ai quali la Pisana pretende scelte chiare e tangibili. L'azienda municipalizzata dei rifiuti deve bandire, tramite Invitalia, la gara per il trasporto dei rifiuti all'estero, mentre il comune deve indicare i siti per la costruzione degli impianti di smaltimento e per una discarica sul proprio territorio.

La Regione Lazio fa sapere di voler predisporre due strumenti per affrontare i prossimi venti giorni. Una cabina di regia con Ama e Roma Capitale per trovare le soluzioni ai problemi sul piatto, e un osservatorio sull'applicazione della delibera.

Ieri intanto la notizia che Roma ha chiesto a Napoli di farsi carico di 100 tonnellate della propria immondizia al giorno, mentre i dati di Legambiente sullo stato della raccolta differenziata sono tutt'altro che lusinghieri: Virginia Raggi aveva promesso di portare nel 2021 la differenziata al 70% e invece è ferma al 44,9%, con un lieve calo sul 2019.

La sindaca a pochi mesi dalle elezioni è così chiamata a prendere scelte che potrebbero essere impopolari e a mettere mano a quello che è il dossier più scottante sulla città. Potremmo trovarci a vivere nuovi mesi di emergenza con i cassonetti ricominciano a riempiersi e i mesi estivi si annunciano critici con la città che rischia di essere di nuovo invasa da tonnellate di rifiuti che è impossibile smaltire.

Nicola Zingaretti dal canto suo sembra deciso a non lasciare più alibi e a chiudere la partita dei rifiuti romani, anche se questo volesse dire nominare un commissario che certificherebbe il fallimento della politica nell'affrontare un tema così centrale per la vita della città e per il suo futuro sviluppo. E questa non è una buona notizia.