È durata sedici giorni la permanenza di un paziente in una clinica di Roma, poi l'uomo di sessantanove anni ha trovato la morte. Sui fatti vuole indagare meglio la Procura della Capitale, che ha deciso di aprire un fascicolo. L'accusa è di omicidio colposo e il procedimento è, al momento, contro ignoti. Come riporta Il Corriere della Sera, il pubblico ministero Antonia Giammaria ha intanto disposto l'autopsia e acquisito le cartelle sanitarie. L'uomo, di origini campane, aveva una storia clinica importante: in cura per una discopatia, ovvero una malattia della colonna vertebrale che colpisce il disco tra due vertebre, e un'ernia discale multipla. Inoltre era stato sottoposto a sei interventi chirurgici nell'ultimo anno.

Il procedimento avviato dopo la denuncia dei familiari

La denuncia è stata presentata dai familiari dell'uomo deceduto alla polizia domenica 18 ottobre. Secondo quanto hanno spiegato alle autorità competenti, i parenti sono stati chiamati al telefono dalla clinica, che gli ha comunicato la morte del paziente: trovato sul pavimento della sua stanza senza vita. I sanitari che sono intervenuti hanno constatato che era morto per arresto cardiaco.

Rinvio a giudizio per la morte di un paziente di una clinica di Colonna

Si era allontanato dalla casa di cura di Colonna, Comune dei Castelli Romani, senza che nessuno se ne accorgesse. Aveva passato la notte fuori, al freddo, e così era morto. Era il novembre del 2017, e per questo fatto, ora, il gip di Velletri Giuseppe Boccarato ha deciso il rinvio a giudizio per omicidio colposo dell'amministratrice unica della residenza e dell'operatrice in servizio la notte della fuga. Un evento che forse si sarebbe potuto evitare. Il paziente aveva infatti avuto due ictus e aveva perso il senso dell'orientamento e della memoria, ma quella notte nessuno ha controllato le telecamere. Lo ha fatto dopo, durante le indagini, il pm. E lì si vede chiaro che l'uomo è uscito dalla stanza e dalla casa di cura senza che nessuno lo fermasse.