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Quando prendi una multa dovresti controllare se è vera prima di pagarla: come funziona la truffa a Roma

Il fenomeno delle finte multe per rubare i dati della carta di credito è in crescita a Roma e in Italia. Quali dettagli possono rivelare se la sanzione è vera o falsa.
A cura di Francesco Esposito
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Arrivate alla vostra auto e trovate un foglietto sotto il tergicristalli. Sale il panico, o la frustrazione. Sembra proprio una multa, eppure non avete capito cosa avete fatto di sbagliato. Poi notate che la carta è un po' più spessa rispetto a quella di altre notifiche che avete ricevuto. Inoltre vedete un link compresso: tinyurl.com/MulteRoma2. Aspettate a pagare, è una truffa che si sta diffondendo rapidamente in tutta Italia, ma in particolare a Roma.

Attenzione alle finte multe, cartacee o via mail

Sì, la carta è veramente più spessa. Questo perché i truffatori usano una stampante portatile da 33 euro comprata online e non quella per scontrini utilizzata dai controllori dell'Atac o dalla polizia locale. Inoltre i comuni non utilizzano mai link compressi per i propri siti ufficiali. Se vedete tinyurl, bit.ly, goo.gl o simili, diffidate. Questa, però, non è la sola modalità con cui negli ultimi anni dei malviventi provano a far leva sullo sconforto dato dal vedersi consegnare una multa. Attenzione anche alla vostra casella e-mail.

Gli unici siti ufficiali dove pagare una multa

Il link rimanda a un finto portale PagoPa che potrebbe trarre in inganno un occhio meno esperto. Per difendersi serve mantenere il sangue freddo e controllare pochi semplici dettagli. Innanzitutto, come abbiamo anticipato, gli enti pubblici non usano link compressi per rimandare ai loro siti. Gli unici siti web utilizzati per pagare le multe sono:

  • www.comune.roma.it – Servizio Roma Multe o Casa Digitale del Cittadino (mypa)
  • atac.roma.it/utility/pago-multe (solo per le multe Atac se avete viaggiato su un mezzo senza biglietto. Le multe per le strisce blu sono emessa dal comune)
  • pagopa.gov.it, SPID, CIE per altri enti o comuni.

Inoltre, nessun comune manda le proprie multe via mail. Banalmente perché un cittadino potrebbe non avere un indirizzo di posta elettronica. Per i foglietti sul parabrezza, invece, controllate bene la battitura: potrebbero esserci errori nell'inglese, negli spazi, numeri di matricola copiati male.

Come controllare se la multa è vera o falsa

Se volete essere più scrupolosi potete controllare questi altri elementi, sia per i finti preavvisi di pagamento cartacei sia per le multe via mail, potete fermarvi un attimo ed eseguire questi passaggi:

  • Non cliccare il link. Anche se non inserite la carta di credito, potrebbe nascondere malware che riescono a rubarvi dati sensibili.
  • Verificate sul sito di Roma Capitale o di Atac scritti sopra. Qui potete controllare sia tramite il numero targa, sia tramite il numero verbale. In alternativa, chiamate il numero verde del comune. Nel caso di Roma 060606.
  • Se la targa scritta è la vostra e sospettate una multa reale, controllate tutti i dettagli sul foglietto (nel caso di notifica cartacea) o aspettate la notifica ufficiale, che arriva a casa entro 90 giorni tramite raccomandata.
  • Se avete già pagato, contattate la vostra banca per bloccare la carta e cambiate password. Dopodiché denunciate subito su commissariatodips.it o alla Polizia Postale.

Finte multe, fenomeno in crescita

Soprattutto se il foglietto che avete trovato sotto il tergicristalli è un falso approssimativo, la cosa più semplice potrebbe essere stracciarlo e buttarlo via. Ma sarebbe più utile denunciare presso le autorità. Non è facile quantificare il fenomeno delle finte multe proprio perché non tutti denunciano. Inoltre le segnalazioni sono spesso raccolte dalle polizie locali e non sono riversate in statistiche nazionali.

Più facile fare una stima dei tentativi di truffa via mail. Nel 2023 il CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell'Agenzia per l'Italia Digitale), ovvero la struttura dedicata a proteggere le pubbliche amministrazioni dai rischi informatici, ne ha registrati oltre 6.800. Secondo il CERT, la Polizia Postale e le associazioni dei consumatori, inoltre, il fenomeno sarebbe "in forte crescita". Le finte sanzioni stradali, insieme alle finte notifiche bancarie, rappresentano un terzo delle esche più comuni secondo l'ultimo report del CERT-AgID.

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