Una lunga fila di persone incolonnate fuori dal centro vaccinale di Fiumicino, dove stamattina, lunedì 22 febbraio, come da calendario della Regione, sono partite le vaccinazioni ai docenti, professori e personale di scuole ed università. I primi a ricevere la dose appartenenti a questa categoria professionale saranno i lavoratori di età compresa tra i 45 e i 55 anni, ben 4mila che riceveranno il vaccino oggi, con prenotazione effettuata già dalle primissime ore del 18 febbraio scorso, tramite il portale Salute Lazio. Già da domani potranno aggiungersi docenti e dirigenti tra i 56 e i 65 anni, a seguito delle nuove indicazioni disposte da Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Ad attendere il proprio turno oltre agli insegnanti ci sono anche le forze dell'ordine, carabinieri, Polizia di Stato, vigili urbani e vigili del fuoco. Quella dei docenti è una delle categorie esposte al rischio di contagio in quanto trascorrono le ore di lezione nelle aule con bambini e ragazzi. "Il motivo per il quale ci vacciniamo è chiaro: vista la situazione, soprattutto in un ambiente come quello scolastico, è importante e tutti dovrebbero vaccinarsi" spiega un professore a Fanpage.it. "Stiamo facendo il nostro dovere perché per noi è una missione essere insegnanti – dice una docente in attesa del proprio turno – siamo qui per questo, per far star bene noi per primi, i nostri piccolo alunni e le loro famiglie e per rendere il lavoro più sereno. Speriamo vada sempre meglio".

D'Amato: "Calo nella fornitura delle dosi"

Sulle somministrazioni nel Lazio si va avanti, compatibilmente con la quantità di vaccini a disposizione. "Abbiamo avuto il problema di un calo della fornitura di 9mila dosi, il quale ci hanno preannunciato purtroppo che proseguirà sia per questa settimana che per la prossima – ha spiegato stamattina nel corso della prima giornata vaccinale al personale scolastico ed universitario a Fiumicino l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato – speriamo che la situazione cambi, perché questo ci mette in seria difficoltà. Ad oggi non ne abbiamo a sufficienza per agire con la produttività massima".

Servizio di Simona Berterame