22 Ottobre 2021
13:01

Pestata dal marito per aver comprato una tombola ai figli: “Minacciava di morte me e le bambine”

Iniziato il processo per lesioni, minacce e maltrattamenti. L’uomo avrebbe picchiato e maltrattato la donna per anni, costringendola persino a dare alla luce un figlio non voluto. Ieri la testimonianza della donna durante la prima udienza in Tribunale. Quella sera del 2019 sarebbe stata picchiata per un futile motivo: aveva acquistato una tombola per i figli.
A cura di Luca Ferrero

La sera del 4 gennaio 2019 ha lasciato la sua abitazione su una barella del pronto soccorso, dopo essere stata pestata a sangue dal suo compagno. La sua colpa sarebbe stata quella di aver comprato una tombola per i figli: un pretesto per l'ennesima violenza. Ieri, la donna di trent'anni, che quel giorno aveva deciso di denunciare, è comparsa in Tribunale davanti alla giudice Elisabetta Massini per raccontare la sua versione dei fatti. Ha inizio il processo per lesioni, minacce e maltrattamenti in famiglia per l'uomo che l'avrebbe maltrattata per anni tra le mura domestiche in un piccolo comune dei Monti Cimini, in provincia di Viterbo.

"Messaggi di morte, abusi e violenza": le parole della donna nella prima udienza del processo

Oggi, il quotidiano Il Messaggero riporta gli sviluppi della prima udienza del processo. Il racconto della donna vittima di violenze non riguarda solo le vicende di quella sera del gennaio 2019. Davanti alla giudice, ha messo in luce la catena di vessazioni che avrebbe subito dall'ex compagno, con il quale ha avuto tre figli. "Ogni sera – ha dichiarato – tornava a casa e trovava una scusa per insultarmi. Poi ce l’aveva con le mie due figlie più grandi che ho avuto in una precedente relazione. Mi mandava messaggi vocali con minacce di morte". L'uomo l'avrebbe addirittura costretta a portare il fardello di una gravidanza non voluta: "Era il quinto figlio e non avevamo possibilità economica ma lui mi ha detto che se abortivo avrebbe ucciso una delle mie figlie più grandi". Le minacce non si sarebbero mai fermate, anche dopo la nascita della bimba. Infine, il pestaggio brutale per il quale l'uomo è stato arrestato. Dopo la convalida, la 30enne ha deciso di affidarsi ai servizi sociali. La giudice, dopo aver ascoltato la testimonianza della donna, ha chiesto le relazioni dei servizi che hanno in custodia i bambini. La prossima udienza, invece, è riservata al racconto delle forze dell'ordine che sono intervenute quella sera.

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