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Parla Karem l’attivista aggredito a Roma: “Picchiato perché parlo dell’occupazione della Palestina”

Karem Rohana è un attivista e divulgatore italo palestinese che da tempo parla della Palestina attraverso i suoi profili social. Due giorni fa, appena rientrato in Italia da Gerusalemme, ha subito una violenta aggressione in zona San Paolo a Roma.
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A cura di Simona Berterame
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Massacrato di botte a calci e pugni da due uomini incappucciati. La vittima del pestaggio è Karem Rohana, attivista italo palestinese che da mesi parla di Palestina sui suoi profili social. L'episodio è avvenuto martedì 24 ottobre, poco prima delle 23, in zona San Paolo a Roma. Karem si trovava lì insieme ad un'amica, la giornalista Benedetta Sabene, ed era appena rientrato in Italia dopo quasi un mese passato a Gerusalemme. "Ho abbassato la guardia perché mi sentivo più al sicuro rientrando in Italia – ci racconta Karem – quindi ho fatto un post su Instagram annunciando il mio rientro all'aeroporto di Fiumicino. Evidentemente quel messaggio l'ha letto anche chi non apprezza quello che dico". 

Il racconto sui social

"Mi hanno appena massacrato con calci e pugni in faccia e nella schiena. Due Smart mi hanno seguito dall'aeroporto e quando sono sceso da una macchina di una amica mi hanno assalito" ha raccontato Karem attraverso alcune storie sul suo profilo Instagram che conta oltre 130mila follower. Il suo racconto è diventato virale e in molti gli stanno esprimendo solidarietà in queste ore. I due aggressori, secondo le parole di alcuni testimoni, si sarebbero poi allontanati a bordo di due Smart. Due veicoli che Karem aveva già visto mentre aspettava il passaggio della sua amica Benedetta.

"Una spedizione punitiva"

Oggi Karem è tornato nella sua Firenze, dopo una notte passata al pronto soccorso e le ore successive trascorse in Questura per presentare una denuncia contro ignoti. Il ragazzo però non ha molti dubbi sull'origine dell'aggressione. "Non si è trattato sicuramente di una rapina – spiega nell'intervista rilasciata a Fanpage.it – anche perché non hanno preso portafoglio o altro né a me né alla mia amica. Sui social parlo solo di Palestina e non credo che qualcuno voglia picchiarmi per il mio lavoro di logopedista".

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