"Non sono due assassini, non hanno ucciso nessuno" sono le parole di Alessandro, il maggiore dei quattro fratelli Bianchi, due dei quali, Marco e Gabriele, atleti MMA, sono in carcere, accusati di omicidio preterintenzionale per la morte di Willy Monteiro. I due fratelli Bianchi devono presentarsi davanti al giudice delle indagini preliminari insieme a Mario Pincaroli e Francesco Belleggia, ritenuti responsabili di aver ucciso il ventunenne capoverdiano massacrandolo di botte, colpendolo con violenza in testa. "Il calcio non gliel'hanno dato loro, perché sono addestrati e sanno controllarsi" ha detto Alessandro, in un'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera. Il figlio maggiore della famiglia Bianchi è convinto che i suoi fratelli non siano responsabili della morte di Willy e che "la verità verrà fuori, grazie ai racconti dei testimoni e alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza che la faranno emergere, si tratta solo di attendere qualche giorno".

"I miei fratelli mai contro un indifeso"

"Quella sera li hanno chiamati, chi era presente mi ha detto che si sono trovati una situazione di quindici contro due, gli amici loro che hanno cominciato la lite nel locale. Loro sono arrivati alla fine, avranno dato qualche spintone ma li conosco e non si sarebbero messi contro uno a terra, indifeso e più piccolo di loro" racconta Alessandro al Corriere. Il fratello maggiore è convinto che lo sport da loro praticato, l'MMA, gli abbia insegnato disciplina e rispetto.

"Ho ricevuto minacce di morte, temo per la mia famiglia"

Alessando, il maggiore dei fratelli Bianchi in carcere, gestisce un ristorante ad Artena che ha aperto da pochi mesi. È proprio nel locale del fratello che si sono recati Marco e Gabriele la sera dell'omicidio, dicendo che per colpa di Mario Pincaroli e Francesco Belleggia avevano "fatto un casino". "Ho ricevuto minacce di morte, rivolte verso me e i membri della mia famiglia, i nostri genitori hanno sempre lavorato" spiega Alessandro. E aggiunge: "Ho paura per mia mogli e mia figlia di sei anni, per ora tengo chiuso il ristorante ma temo di avere ripercussioni anche sulla mia attività". Sono centinaia infatti i messaggi contro la famiglia Bianchi comparsi nei giorni scorsi sulla pagina Facebook del locale.

"Minacce di morte e foto con teste tagliate"

"Sono diventato il mostro più grande di questa storia – ha dichiarato all'Adnkronos – Non c'entro niente, eppure sto ricevendo minacce di morte, foto di teste tagliate, insulti a tutta la famiglia. Noi non c'entriamo niente, come so che non c'entrano niente i miei fratelli". E ha aggiunto: "Sono andati lì a fare gli stupidi, ad aiutare gli altri due nella rissa e si sono trovati ad essere i carnefici, quando non è così. Sono stati Belleggia e Pincarelli a picchiare quel ragazzo, devono ammettere che tutto è iniziato da loro. Tutta la mia famiglia è dispiaciuta per il povero Willy. Adesso siamo diventati come criminali. La giustizia farà il suo corso, ma non sono le mele marce come sono stati definiti".