Omicidio del professor Dario Angeletti a Tarquinia
18 Novembre 2022
8:38

Omicidio Dario Angeletti alle Saline, chiesti 23 anni di carcere per il killer: “Lo pedinava da mesi”

Il pubblico ministero ha chiesto ventitré anni di carcere per Claudio Cesaris, l’uomo che il 7 dicembre 2021 ha ucciso il professor Dario Angeletti alle Saline.
A cura di Natascia Grbic
Da sinistra Claudio Cesaris e il prof Dario Angeletti
Da sinistra Claudio Cesaris e il prof Dario Angeletti
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Omicidio del professor Dario Angeletti a Tarquinia

Il pubblico ministero ha chiesto ventitré anni di reclusione per Claudio Cesaris, l'uomo che il 7 dicembre 2021 ha ucciso con un colpo di pistola il professor Dario Angeletti. L'uomo è accusato di omicidio volontario con "l'aggravante di avere agito per futili motivi e con premeditazione, avendo commesso il fatto nei confronti di persona che frequentava la ex compagna, dopo aver assunto informazioni sul conto della vittima, effettuato pedinamenti e sopralluoghi, essersi informato sulla possibilità di localizzare un telefono spento e sulla percentuale dei casi irrisolti di omicidio".

Cesaris ha ucciso Angeletti perché geloso del rapporto che aveva con la sua ex compagna. Da tempo seguiva i due, che erano diventati amici, e ne monitorava gli spostamenti. Aveva persino acquistato un Gps per localizzarli, chiedendo a una società di investigazioni come monitorare un telefono cellulare, e fatto ricerche sui casi di omicidio irrisolti, forse per provare a capire quante possibilità avesse di farla franca.

Nella richiesta della pena il pubblico ministero ha tenuto conto del fatto che Cesaris ha confessato di aver ucciso Angeletti e che ha fornito informazioni su dove si trovasse l'arma del delitto (anche se questa non è stata trovata). Il legale dell'uomo ha mostrato anche una lettera che Cesaris aveva indirizzato alla donna che stalkerava, in cui le diceva che si sarebbe ucciso. Una lettera che poi non ha mai spedito e di cui la donna non era a conoscenza.

"L'imputato – dichiara la pubblico ministero Gentile, nelle parole riportate da la Repubblica – viene ripreso mentre scende dall'auto della vittima, si allontana e sale a bordo della sua. Nessuno salirà più sulla macchina di Angeletti fino al ritrovamento del cadavere. Gli accertamenti Stub, eseguiti a 6 ore dal fatto, hanno fatto rinvenire particelle di polvere da sparo sulla parte superiore del corpo di Cesaris. Ed erano particelle compatibili. Inoltre sono state ritrovate tracce ematiche all'interno della vettura dell'imputato che l'analisi biologica riconduce alla vittima. A ciò si aggiunga la confessione resa dall'imputato davanti al Gip".

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