"Nei suoi organi non c'era più sangue, l'aveva perso tutto. È morto per shock emorragico", ha dichiarato il dottor Antonio Grande, medico legale che ha eseguito l'autopsia sul corpo del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Sono due le coltellate, sulle undici sferrate da Finnegan Lee Elder, ad aver causato "l'accelerazione di questo shock" e che hanno provocato cioè la maggior perdita di sangue e quindi, di conseguenza, la morte del carabiniere. Si tratta di una coltellata che ha reciso l'arteria del cavo ascellare destro e di quella che ha attraversato l'emitorace sinistro. In generale, ha spiegato il medico ai giudici della prima corte d'assise, si è trattato di "undici coltellate tutte simili tra loro, sferrate ai fianchi, sia a destra che a sinistra e tutte in profondità". Dei colpi inferti, solo uno ha raggiunto il braccio (e quindi un punto non grave). Sono state tutte coltellate che hanno provocato "lesioni micidiali perché tutte arrivate in profondità e proprio per questo hanno causato una perdita di sangue enorme". Non sono stati rilevati, invece, "colpi frontali" e quindi si può concludere che "ci fosse poco spazio tra aggressore e vittima".

I periti della famiglia Cerciello: "Conferma che è stato ucciso brutalmente"

I periti medici della famiglia Cerciello, Giovanni Pittella e Giovanni Bianco, hanno commentato: "Il dottor Grande ha confermato che il carabiniere è stato stato ucciso brutalmemte con 11 colpi di arma da taglio e da punta, effettuati senza alcuna considerazione dell'abbondante perdita di sangue e alla presenza di un soggetto impossibilitato a offendere o a difendersi. Viene quindi confermata la violenza e la determinazione che hanno impedito a Cerciello qualsiasi forma di difesa e lo hanno velocemente condotto alla morte". Questa, secondo i medici legali di parte, sarebbe "la controprova di una aggressione di straordinaria brutalità".

Il processo sulla morte del vicebrigadiere Cerciello Rega

Imputati al processo sulla morte di Mario Cerciello Rega, ucciso tra il 25 e il 26 luglio dello scorso anno a Prati, Roma, sono i due giovani turisti americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth. A sferrare le coltellate che hanno ucciso Cerciello è stato Elder, mentre l'altro ragazzo ha affrontato il collega del carabiniere, Andrea Varriale. Elder nel corso dell'ultima udienza ha chiesto perdono alla famiglia della vittima e si è detto profondamente pentito.