Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma
8 Marzo 2022
18:38

Omicidio Cerciello Rega, la difesa di Elder: “Varriale mente, non è un testimone attendibile”

Finnegan Lee Elder è stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. La difesa sostiene che non sapesse di avere di fronte un militare.
A cura di Natascia Grbic
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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma

"La verità su ciò che è realmente accaduto è già nei documenti raccolti durante la sentenza di primo grado, ma si continua a voler dar credito alla versione di Varriale che fa acqua da tutte le parti". Inizia così la nota dei legali di Finnegan Lee Elder, il giovane che nel luglio 2019 ha ucciso il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Gli avvocati del ragazzo sostengono che la versione dei fatta data da Andrea Varriale, collega di Cerciello, fa "acqua da tutte le parti", mentre il loro assistito "ha ammesso da subito le proprie responsabilità, e dal primo interrogatorio fino alle intercettazioni ambientali in carcere non ha mai cambiato la versione dei fatti". "Varriale ha mentito sul possesso della pistola, ha mentito descrivendo come magrebini i due aggressori. Varriale prima afferma che gli estorsori erano due, ma poi dichiara, contro ogni logica, che credevano fosse uno solo perché Brugiatelli, il pusher a cui i ragazzi avevano sottratto lo zaino, non aveva fornito indicazioni. Varriale mente quando dice che volevano arrestare i due ragazzi e portarli in questura perchè Brugiatelli, ha ripetuto più volte, durante diversi interrogatori, che i carabinieri gli dissero che avrebbero recuperato lo zaino e se ne sarebbero andati tutti a casa".

La versione maggiormente contestata è ovviamente quella dell'identificazione. Andrea Varriale ha sempre sostenuto che sia lui sia Cerciello si sono sempre identificati, seguendo correttamente la procedura. Di diverso avviso Elder, che ha dichiarato di non aver capito di avere a che fare con un appartenente alle forze dell'ordine. "Varriale racconta che si sono avvicinati con tranquillità e hanno mostrato i tesserini per qualificarsi, ma prima aveva dichiarato che i “ragazzi venivano da noi repentinamente avvicinati”  e poi, nel cercare di giustificare l’ipotetica aggressione dai ragazzi americani  specifica “per vincere un nostro tentativo di bloccaggio”. Tentativo di bloccaggio che ha preceduto la colluttazione e quindi non c’è stata nessuna “aggressione a freddo”  come invece afferma Varriale. Varriale addirittura sottolinea, come prova dell’avvenuta identificazione, la frase di Cerciello Rega ‘Fermati carabinieri' che è stata pronunciata durante la colluttazione e non prima".

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