Oggi i funerali di Mario Rosati, l’amico di Pasolini che scolpì il monumento all’Idroscalo di Ostia

Mario Rosati è morto a novant'anni. Pittore e scultore amico di Pier Paolo Pasolini, ha realizzato il monumento nel parco a lui dedicato all'Idroscalo di Ostia. Rosati, romano, viveva a Ostia e veniva da una famiglia marchigiana di Barchi, un piccolo paese in provincia di Pesaro-Urbino. La notizia della scomparsa di Rosati si è diffusa in poco tempo, sono tanti i messaggi di cordoglio e stima arrivati alla famiglia. In molti lo ricordano come un grande artista.
Ad esprimere un pensiero sulla morte di Rosati anche l'assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio: "Profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e alle persone care a Mario Rosati, uomo di cultura e di impegno sociale, un artista di talento e dalla sensibilità speciale, tanto da aver dedicato a Pier Paolo Pasolini il celebre memoriale all'Idroscalo". I funerali saranno celebrati oggi, venerdì 12 giugno, alle 15:00 nella chiesa di Regina Pacis a Ostia.
Il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini a Ostia

Rosati ha realizzato per l'amico Pasolini il monumento all'Idroscalo di Ostia, luogo in cui l'intellettuale bolognese tra i più grandi del Novecento è stato trovato morto il 2 novembre del 1975. Si tratta di una stele in ricordo della morte del regista-poeta, con citazioni e frasi tratte dalle sue opere e da percorsi bibliografici. Il monumento commemorativo in marmo bianco raffigura il volo di una coppia di colombe.
Mario Rosati si è battuto molto per la riqualificazione dell'area, abbandonata per anni. Oggi è al centro di un’Oasi naturale gestita dai Volontari del Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia. Al suo interno, nel 2005 è stato realizzato un giardino letterario dal Comune di Roma. Nel parco sono promosse ogni anno numerose attività culturali e di valorizzazione del territorio, tra cui mostre, conferenze, visite guidate, attività di book-crossing, eventi letterari e artistici.
Alessandro Polinori, presidente Lipu Ostia, lo ricorda così: "Mario è stato la scintilla, il progettista, la colonna portante di quell'avventura bellissima che è il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, all'interno della nostra Oasi di Ostia. Se quel luogo oggi esiste, resiste ed è sempre più accogliente, è perché ci abbiamo creduto insieme, passo dopo passo, per decenni. Decenni di iniziative condivise, di battaglie culturali, di sguardi d’intesa e di amore viscerale per questo territorio. Ma oltre l'impegno sociale e il rigore intellettuale, oggi piango l'amico.
Mi tornano in mente i momenti passati a casa sua, la sua ironia tagliente e mai banale, la passione condivisa per la Roma, la generosità delle chiacchiere davanti alle sue straordinarie puntarelle, preparate con la stessa cura meticolosa che metteva nello scolpire il marmo o nel dare colore a una tela. In quei momenti, tra una risata e una riflessione profonda, si respirava la vita vera. Mario ha conosciuto Pasolini, ne ha custodito la memoria non come un dogma polveroso, ma come un fuoco vivo, traducendolo in arte, nei suoi quadri intensi e in quel libro di memorie che ci resta come un testamento prezioso. Fai buon viaggio, caro Mario. L'Oasi, il Parco, la tua Ostia e tutti noi non smetteremo mai di guardare il mondo anche attraverso i tuoi occhi".